80 anni GdB

Giovanni Bazoli: «Dalla Liberazione a oggi GdB sempre fondamentale»

Il professore e banchiere: «Felici che la mostra sugli 80 anni del quotidiano sia nella sede di Intesa Sanpaolo per il sociale»
Antonio Borrelli

Antonio Borrelli

Giornalista

Il presidente emerito di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli - Foto Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it
Il presidente emerito di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli - Foto Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it

Tra i partecipanti delle grandi occasioni alla mostra sugli 80 anni del Giornale di Brescia anche Giovanni Bazoli, presidente emerito di Intesa Sanpaolo. L’esposizione, d’altronde, è allestita in quel palazzo che proprio il professore ha fortemente voluto trasformare in sede di Intesa per il Sociale. «Festeggiare un’importante ricorrenza in questo luogo è stata un’ottima idea – confessa Bazoli –, a dimostrazione di come Intesa Sanpaolo intenda valorizzare al massimo la storia di Brescia e i valori che la caratterizzano». Sul ruolo del Giornale di Brescia del passato, del presente e del futuro, Bazoli aggiunge: «Rimane un narratore importante per la nostra comunità ma allo stesso tempo rappresenta una testimonianza che ci riporta a rivivere tutto ciò che abbiamo vissuto in questi anni. Non potremo mai dimenticare le origini storiche del quotidiano, in un momento in cui la città si è ripresa dopo la guerra; il Giornale di Brescia è stato fondamentale in quella ripresa».

Entusiasta anche Paolo Bonassi, Chief Social Impact Officer di Intesa Sanpaolo: «Abbiamo accolto con grande piacere l’invito ad ospitare questa mostra in uno spazio nel quale la nostra struttura progetta e coordina tutte le attività del gruppo che un impatto sociale su tutto il territorio nazionale. Per farlo abbiamo scelto Brescia, dove Intesa Sanpaolo ha sempre avuto un forte radicamento ma anche perché è un territorio fertile e sensibile al sociale, dove è molto forte l’accoglienza e dove c’è un’avanzata capacità di costruire alleanze tra pubblico e privato. Senza questa unione di intenti e queste partnership non è possibile dar vita ad iniziative che siano davvero d’impatto».

Per palazzo Negroboni la mostra rappresenta anche una sorta di prova generale, in vista di una stagione di incontri, eventi e convegni in quello che ambisce a diventare sempre di più un punto di riferimento per la comunità.

L'inaugurazione della mostra «Il Giornale di Brescia nella storia. 1945-2025. Sguardi su Brescia e sull'Italia»
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L'inaugurazione della mostra «Il Giornale di Brescia nella storia. 1945-2025. Sguardi su Brescia e sull'Italia»

Il ruolo delle testate autorevoli

Chi ha creduto fortemente nella mostra «1945-2025. Sguardi su Brescia e sull’Italia» è anche A2A. A spiegare i motivi è l’amministratore delegato Renato Mazzoncini: «Questa mostra rappresenta l’antitesi di ciò che sta accadendo oggi nel mondo. Siamo travolti da fake news davvero invasive, anche sui temi di cui la nostra multiutility si occupa. Allora il ruolo di testate autorevoli come il Giornale di Brescia è fondamentale perché esse sono in grado di verificare e utilizzare fonti autorevoli, perché possono e devono dare peso e proporzione alle notizie, perché sono in grado di evitare gli allarmismi».

Una mostra di questo genere, ha proseguito, «permette di scoprire un assetto completamente opposto a quello odierno, nel quale nessuno perde più tempo a leggere, studiare, comunicare. Oggi A2A è una delle dieci aziende più grandi in Italia e credo che il rapporto tra le due realtà possa essere un’opportunità anche per il Giornale di Brescia, che da sempre osserva e spiega ciò che accade anche fuori dalla nostra provincia». Infine l’augurio: «Quando c’è un compleanno la cosa più bella è guardare ai progetti futuri. Noi vediamo una solidità del Giornale di Brescia anche per il futuro».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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