La differenza tra Brescia e Parma, tra il Rigamonti e il Tardini sta tutta in una parola: Stabia. Già, perché in Emilia c'era la Juve (quella vera) e a Mompiano quella di «riserva». E così Mazzoleni non ha fatto giocare, forse anche per preservare spettacolo e campioni, Di Bello invece sì. E non solo col senno di poi, ma pure col senno di prima, era ovvio che la sfida tra rondinelle e vespe non andava disputata.
Il "dopo" martedì «bianco», per via della neve, viaggia tutto sul filo della polemica. Network nazionali, siti internet, blog, la domanda è una sola: perché a Parma non si è scesi in campo e a Brescia sì? Perché a Livorno è andato in scena un secondo tempo durante una sorta di bufera di neve? In Emilia la decisione è stata presa all'ora di cena dal Gos, Gruppo collegiale Operativo Straordinario, più per la situazione esterna al Tardini che per le condizioni del terreno di gioco. Giusto, giustissimo, perché se anche fosse stato dato il fischio d'inizio, offrire uno spettacolo decente sarebbe stato comunque difficile. Ma è ovvio che la Juve non ha lo stesso peso della Juve... Stabia.
A Mompiano infatti le strade erano gelate come a Parma, i parcheggi pieni di neve, il campo ben oltre i limiti della praticabilità. Da sci da fondo insomma, non da partita di calcio tra l'altro giocata con un pallone giallo, che ogni due per tre diventava invisibile dagli spalti e dalla tv.
Eppure se Mazzoleni, indipendentemente dal Gos, aveva delle perplessità di suo sul fare iniziare il match tra i ducali e gli uomini di Conte, nemmeno un minimo dubbio è passato nella testa di Di Bello di Brindisi. Il quale, in compagnia dei suoi assistenti, ha sostenuto il riscaldamento sul terreno del Rigamonti al pari delle squadre e quindi non può non essersi reso conto della situazione meteo e del campo.
Il coro dei «perché» sia stata giocata Brescia-Juve Stabia non è solo dei tifosi biancazzurri: basta visitare qualche sito internet di calcio per capirlo, visto che le immagini del Rigamonti hanno fatto non solo il giro d'Italia, ma d'Europa.
E ora? Ora il Brescia è atteso da un altro posticipo, quello di lunedì sera alle 20.45 contro il Torino. Si giocherà ancora al Rigamonti ed è difficile che, almeno per quanto riguarda il gelo, il clima migliori rispetto a martedì sera. Anzi, stando alle previsioni la temperatura potrebbe (e dovrebbe) essere ben oltre sotto lo zero. Quindi che fare? Magari seguire la strada del Milan, ovvero mandare una lettera al presidente della Lega (di serie B) chiedendo di spostare il match se non in un'altra data, almeno in un altro orario. In via Bazoli ci stanno pensando, ma prima vogliono vedere quale risposta arriverà al Milan da Beretta e dalla Lega di A. Il fatto è che, alla base, qualcuno avrebbe dovuto fissare anticipi e posticipi in altri luoghi. Pensando ai tifosi, ai giocatori e non solo ai soldi delle tv.
Gianluca Magro