È consuetudine che le più autorevoli riviste scientifiche internazionali abbiano proposti, in coincidenza con la fine d'anno, bilanci e classifiche di ricerca e scoperte realizzate nel corso di dodici mesi.
Anche la rivista «Science» non si è sottratta a quella che ormai è diventata una tradizione e ha proposto i suoi «breakthrough» (letteralmente gli «sfondamenti»), cioè le invenzioni e i progressi più significativi avvenuti nel 2011 nelle diverse discipline scientifiche.
Spiccano al primo posto i successi ottenuti nella prevenzione dell'Aids che, grazie all'impiego di farmaci retrovirali nel trattamento di persone affette da Hiv, hanno visto ridursi significativamente i decessi.
Oltre agli importanti progressi nelle scienze biologiche e biomediche Science ha inserito tra i dieci più rilevanti risultati scientifici del 2011 quelli ottenuti attraverso la sintesi di nuovi minerali chiamati zeoliti.
Fu il mineralogista svedese Cronstedt, nel 1756, a individuare per primo all'interno di cavità vulcaniche questi particolari minerali di origine secondaria i quali devono il loro nome al fatto che, per effetto del riscaldamento, sembrano bollire in conseguenza della perdita di acqua: sottoposti ad alte temperature infatti si disidratano, ma possono successivamente riassorbire acqua o altre sostanze di opportune dimensioni molecolari.
Una crescita dell'interesse verso questa famiglia di minerali avvenne a partire dall'inizio dello scorso secolo, in virtù degli importanti utilizzi possibili in ambito industriale grazie alle loro particolari caratteristiche.
Nel nostro Paese le prime segnalazioni di ritrovamenti sono avvenute all'interno di tufi gialli in prossimità di Napoli: in Campania, ma anche nella Toscana e nel Lazio, si concentrano i maggiori giacimenti italiani.
Numerose sono le applicazioni delle zeoliti naturali. L'elevata capacità di assorbimento consente di utilizzarle per la disidratazione di ambienti, la deumidificazione di prodotti e l'essiccazione di merci, quindi vengono sfruttate in particolare negli imballaggi di medicinali e per la conservazione di apparecchiature ottiche e fotografiche.
Possono inoltre favorire l'incremento della velocità di alcune reazioni chimiche, e hanno varie applicazioni anche in ambito zootecnico, agricolo e della tutela ambientale.
Aggiungendo zeoliti naturali su suoli utilizzati per l'agricoltura, l'orticoltura e la floricoltura si possono ottenere miglioramenti nella produzione, una minore necessità di utilizzo di acqua per l'irrigazione e un minore utilizzo di fertilizzanti sintetici, con conseguente contenimento dell'inquinamento delle acque superficiali e di falda.
Nel corso degli ultimi anni la ricerca applicata ha consentito di sintetizzare nuove zeoliti in laboratorio. Tali minerali non sono nati per ottenere una riproduzione delle zeoliti naturali, ma per disporne di nuove caratterizzate da proprietà particolari e conseguenti specifici utilizzi.
Le diverse applicazioni delle zeoliti prodotte in laboratorio ampliano il già vasto gruppo di discipline che approfondiscono la conoscenza di questi minerali, che comprendono la geologia, la vulcanologia, la petrografia e la geologia applicata.
Ma l'applicazione per ora più interessante è rappresentata proprio dalla possibilità di risparmiare acqua grazie all'impiego delle zeoloti.
A proposito: sapevate che le zeoliti sono aggiunte a tutti i detersivi per lavatrice al posto dei polifosfati?