Quaranta giorni senza pioggia, il fiume ridotto ad un rigagnolo. Il sole picchia impietoso e lascia sulle rive ampie dune di sabbia rovente come fosse deserto. E in una di queste macchie aride del Po riaffiora un cadavere...
Non è una novità che il fiume patisca lunghi periodi di secca. La gente che vive sulle sue sponde lo sa. Ed è abituata. Con rassegnazione millenaria sa che il fiume dà e il fiume toglie. Nella memoria non è ancora spenta l'eco della grande alluvione del novembre 1951: il Po seminò morte e distruzione, e lasciò 180mila persone senza tetto. L'epopea di quei giorni è stata rievocata a lungo nella tradizione orale della gente del fiume. Oggi non più. Oggi tutto è cambiato. Il Po è sistematicamente depredato e avvelenato. Muore. E cova la sua vendetta.
La storia di questo libro prende le mosse dai racconti di un pescatore che conosceva ogni segreto del grande fiume, una sorta di variante bassaiola del Vecchio di hemingwyana stirpe. Umori antichi e passioni che l'autore intreccia con le vicende di oggi. E oggi le vicende sono meno epiche e più tristi.
Sulle rive del fiume in secca, dicevamo, viene trovato il cadavere di un piccolo imprenditore. Ha la testa sepolta nella sabbia. E si scopre che è stato ucciso con una sorta di rito crudele. A indagare sull'inquietante omicidio è una coppia singolare: il sostituto procuratore Federica Della Rovere, bella e grintosa sul lavoro quanto "legnosa" nella sua vita privata, e il maresciallo Rodrigo Barillà, carabiniere esperto di tutela dell'ambiente, prestante quanto burbero nel proteggere la sua privacy. Due che fanno scintille anche solo se si pensano.
Nel giro di pochi giorni un altro cadavere viene trovato in riva al Po: simile il luogo, identico il macabro rito. Sulle orme del serial killer l'indagine si inoltra nei labirinti dei mille problemi del grande fiume che attraversa l'opulenta pianura del Nord. Non ci sono dubbi: chi uccide lo fa per vendicarsi di chi "deruba" il fiume. Ma con quale scopo? Una resa dei conti tra ladri di ghiaia, oppure un tragico e folle grido d'allarme per l'ecosistema stravolto? E cercando di anticipare il killer, la coppia inquirente risalirà fino all'onda nera che dal Lambro e dal cuore di Milano mise a repentaglio la sorte dell'intero fiume.
Coinvolgente è la costruzione dell'intreccio, che segue i diversi protagonisti quasi come in un montaggio filmico, fino all'incalzante finale. Paolo Roversi - il felice inventore del sito «Milanonera» - per una volta lascia a riposo Enrico Radeschi, il cronista e hacker che con il suo scooter Giallone, scorrazzando per Milano, ha dominato i suoi romanzi precedenti. Ma i nuovi protagonisti che mette in scena non sono da meno per personalità e simpatia. In questo giallo della collana promossa da Legambiente su ecomafie e dintorni, Roversi racconta la Bassa mantovana (dov'è nato) e Milano (dove vive) con grande abilità. Ancora una volta, impietosa e nitida è l'analisi del nostro mondo, dove abili operazioni di propaganda e indifferenza diffusa mascherano corruzione e malaffare. Resta, infine, la speranza che esista ancora un'isola dove rifugiarsi.
Claudio Baroni
PESCEMANGIACANE
Paolo Roversi
Verdenero - 176 pagine, 15,00 euro



