Quando, meno d'un decennio fa, gli studiosi impegnati nel sito archeologico desertico dello Xinjian ritrovarono una ciotola di «noodles», ai cinesi insieme alla gioia per una scoperta tanto interessante parve di aver chiuso definitivamente la disputa sulle origini degli spaghetti. Il sito infatti è una vasta necropoli con almeno trentadue grandi tombe che, grazie al clima particolarmente secco, hanno conservato al meglio un gran numero di mummie databili con precisione tra duemila e tremila anni prima della nascita di Cristo.
In effetti questo piatto di pasta, frutto d'una lavorazione a mano dell'impasto di farina di grano saraceno ed acqua servito in un brodo di carne, è certamente il più antico mai rinvenuto, ma la disputa sull'origine degli spaghetti è tutt'altro che chiusa. L'analisi delle mummie ha infatti rivelato - almeno in tutti i casi dov'è stato possibile effettuare i necessari approfondimenti - che i morti non erano di razza asiatica bensì, dalle chiare caratteristiche somatiche, indoeuropea, gente caucasica con i capelli biondi e dai grandi nasi, con ogni probabilità i progenitori degli attuali abitanti dello Xinjian che non sono cinesi di razza Han ma Uiguri e non a caso parlano una lingua di derivazione turca e scrivono con caratteri assai simili all'arabo.
In quelle tombe corredate di «noodles» in brodo di carne ci sono dunque personaggi di rilievo d'una tribù seminomade che trafficava sulla Via della seta, un percorso che da sempre unisce la Cina ed il cuore dell'Europa passando per la Mesopotamia.
La disputa sulle origini della pasta, e degli spaghetti in particolare, resta pertanto aperta; anche perché la Cina per ragioni politiche e per contrastare la richiesta di autonomia degli Uiguri non consente agli stranieri libero accesso e campagne di scavo nello Xinjian.
Tra gli studiosi pertanto si è fatta strada l'idea che la pasta sia nata praticamente insieme alla civiltà, ovvero nel lento passaggio dall'uomo cacciatore-raccoglitore all'uomo allevatore-coltivatore. Proprio la coltivazione del frumento e di altri grani duri è peraltro all'origine della graduale scelta di insediamento delle popolazioni nomadi. Insomma, anche la pasta, come la civiltà avrebbe preso origine dalla Mesopotamia (oggi Iraq) e sarebbe stata «inventata» in un luogo imprecisato lungo quell'arteria di commercio che fin dai tempi più antichi ha unito il mondo orientale a quello occidentale, le pianure un tempo fertili del cinese Xinjian alle zone caucasiche ed europee, una strada a tutti nota come Via della seta. Un percorso che oggi qualcuno, non senza ragione, comincia anche a chiamare «via della pasta».


