Il cuore alpino ha trionfato ancora. In soli due anni di lavoro, i 70 volontari delle penne nere di Edolo hanno costruito la nuova chiesetta sull’altopiano di Mola a quota 1.700 metri. Gli alpini hanno mantenuto la promessa di edificare un edificio sacro a poca distanza dai resti delle chiesetta – ridotta ormai a un rudere – che ricordava i morti della Prima Guerra Mondiale.
A Mola di Edolo si è svolta la cerimonia di consacrazione della nuova chiesa alla quale hanno partecipato non meno di mille persone. Sulle note eseguite dalla fanfara di Montenero (Torino) non sono mancati momenti di grande commozione e di orgoglio, espresso dal capogruppo degli alpini Augusto Tevini. L’idea di costruire di costruire un nuovo edificio è da attrbuire all’edolese monsignor Pietro Gazzoli, vescovo ausiliario deceduto nel 1991 e di dedicarla all’indimenticato don Carlo Gnocchi, cappellano degli Alpini. La funzione religiosa è stata officiata da monsignor Bazari, rappresentante della Fondazione don Gnocchi, da monsignor Morandini delegato dal vescovo Luciano Monari. Presenti molte autorità civili e militari la cerimonia si è conclusa con la consegna delle chiavi della chiesa al parroco di Edolo, don Giacomo Zani. La recita della preghiera dell’alpino ha chiuso la cerimonia.



