Brescia e Hinterland

Speed Date a Brescia, amore in 300 secondi

Donne e uomini chiacchierano alcuni minuti e decidono se sono interessati e desiderano rivedersi.

Lei sta scandagliando l’armadio alla ricerca dell’abito più improbabile: stasera indosserà la maschera dell’originalità. A qualche chilometro di distanza, lui sta rifinendo l’ultimo ricciolo a cesellature di gel; «Stasera cucco» passa in sovrimpressione allo specchio.

Fantasie, certo. Non così lontane dalla realtà degli avventori di uno speed date, sistema di incontri portato alla ribalta del grande e piccolo schermo da film come «L’amore è eterno finché dura» di Carlo Verdone o da una cult serie tv qual è «Sex and the City» e,  concretamente, dall’agenzia «Speed Date» che propone l’iniziativa in tutta Italia. Anche a Brescia, ove in genere i rendez vous hanno luogo al Caffè della Stampa di piazza Loggia.

Uno speed date consiste in una sorta di circuito in cui le tappe sono le fanciulle, che i maschi a rotazione - si muove l’uomo, come prescriverebbe il galateo degli speed date, se ci fosse - vanno a conoscere. Chiacchiere, domande, curiosità. In 200 secondi, o quasi tre minuti e mezzo che dir si voglia. Intanto, i partecipanti annotano le loro preferenze - in codice binario, sì o no - su un’apposita cartella. Se al termine dell’incontro entrambi hanno segnato sì, l’agenzia, sotto le spoglie di Cupido, metterà in contatto i piccioncini. E se son rose...

Vent’anni fa la stessa funzione era assolta dagli oratori, dalla Messa domenicale, dalle festine a casa del compagno di turno. All’estremo opposto, nel millennio 2.0, si collocano le chat, i siti d’appuntamento, i social network, che siano o no all’uopo indirizzati. Uno speed date è sospeso nel mezzo,  «tra palco e realtà»: ci si può pre-registrare sul sito (operazione invero non obbligatoria, dato che sono accettate iscrizioni «just in time», qualora avanzino posti), e il verdetto finale segue canali tecnologici, dall’ormai vetusto cellulare all’intramontabile mail. I contatti, da quel momento in poi, sono lasciati alla fantasia dei cuori raggiunti dal famigerato dardo.

Le serate sono divisi per età. Uno dei target maggiormente frequentati va dai 28 ai 45 anni. Spaccati eterogenei di quotidianità, con qualche standard ricorrente. Gli uomini, per esempio, ribadiscono di aver da poco chiuso una storia - 5, 7, 10 anni - e di non trovarsi più. Non nei locali che frequentavano da giovani e che ora sono affollati da chi giovane lo è oggi, non su piattaforme web avulse dal contatto vis-à-vis, non in compagnia d’amici oramai tutti casa, moglie e pappe.

Non troppo dissimile il discorso per il gentil sesso, che però sembra più incline a giocare la carta dell’audacia volta a far girare le teste dei maschietti: abiti opinabili, acconciature bizzarre, sguardi da panterone. E risposte non meno eccentriche: c’è l’eterea che alla domanda cosa fai risponde lapidaria «Io vivo» e la Liv Tyler post litteram che, abituata a ballare da sola, nemmeno apre bocca. Come e perché sia capitata da quelle parti resta un mistero. Più che il desiderio di un partner, sembra prendere il sopravvento la paura di non trovarne più uno, timore che spinge a battere ogni strada possibile. Niente di male, per carità. Perlomeno si tratta di un gioco a carte scoperte, ciascuno sa cosa sta cercando l’altro. E pazienza se non si dovessero incrociare le altrui preferenze: come sottolineano i puritani, «è comunque un modo per stringere nuove amicizie». Contenti loro.

Raffaella Mora

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Caricamento...
Caricamento...
Caricamento...

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...