Il Centro sociale Magazzino 47 fa discutere. Al centro del contendere sia lo sfratto stabilito dal giudice il 12 luglio scorso, sia l’imminente scadenza del contratto di locazione il 31 dicembre.
Mercoledì si è svolta la prima udienza del processo che dovrà stabilire quanto il Magazzino dovrà pagare all’Aler e se è valido lo scioglimento per morosità del contratto.
Un’udienza durata poco più di 10 minuti, poi il giudice ha deciso di rinviare discussione e sentenza al 28 maggio 2012. Il legale del Magazzino 47 e quello dell’Aler intravedono infatti la possibilità di un accordo. In ogni caso però, vista la sentenza del 12 luglio, il Comune potrebbe rendere operativo lo sfratto.
Al centro della causa c’è l’ammontare della morosità e lo scioglimento del contratto da parte dell’Aler per il mancato pagamento di 61mila euro. Il legale del Centro sociale ha presentato un’opposizione formale, perché secondo un accordo siglato con la scorsa Amministrazione il Magazzino si era impegnato a operare delle migliorie alla struttura e la spesa di questi lavori avrebbe dovuto essere tolta dall’affitto. Ma quei lavori, secondo i rappresentanti del Centro sociale «sono stati bloccati». Per queste ragioni i pagamenti degli affitti, sempre secondo fonti del Magazzino, sarebbero bloccati «pur essendo disposti a pagare se questa situazione sarà chiarita, oltre ovviamente alla posizione politica della Loggia che oggi osteggia il Magazzino 47».
Nel frattempo, dunque, si è aperto un confronto nella maggioranza cittadina sull’opportunità di arrivare o meno allo scontro col Magazzino. Questo contesta alla Loggia di aver intenzione di limitare uno spazio di aggregazione e con la presa di posizione del vicesindaco e segretario provinciale della Lega, Fabio Rolfi, di aver fatto saltare ogni possibile trattativa. Rolfi ha definito la collocazione attuale del Magazzino «inidonea perché nel nuovo Pgt è prevista una destinazione d’uso socio-sanitaria e in quell’area dovrebbero trovare spazi di ricovero antifreddo». Una posizione condivisa dal sindaco Paroli che respinge al mittente anche l’ipotesi di una trattativa.
A far da paciere ci pensa Ettore Isacchini nella sua doppia veste di presidente dell’Aler e di coordinatore cittadino del Pdl. Intanto anche la scadenza naturale del contratto, il 31 dicembre, si avvicina e una trattativa sembra oggi difficile.