Undici ordinanze di custodia cautelare. Dieci eseguite in una manciata di ore in tutto Nord Italia. Cinque nel Bresciano, tra il capoluogo, Provaglio d’Iseo e Flero, dove a finire in manette sono stati due italiani, due tunisini e un albanese. Altri quattro cittadini del Paese delle aquile sono finiti in manette a Novara, Cuneo e Padova. Un italiano infine è stato arrestato a Milano.
Soggetti diversi tra loro, con età che oscillano tra i 75 e i 30 anni, con un filo rosso a unire le loro storie: quelle della droga. Tanta droga. Oltre un quintale: 22 di cocaina (valore al dettaglio fino a 4 milioni di euro), 11 di eroina, 84 di marijuana. Tutta roba sequestrata nel corso di due anni di attività dalla squadra mobile della Questura di Brescia, che ha chiuso oggi un’attività di indagine nata quattro anni fa. Meglio sarebbe dire due indagini: perché i soggetti arrestati sono in molti casi coinvolti in due differenti filoni d’inchiesta, quelli che portano i nomi evocativi di Last traffic e Ritorno.
Un colpo gobbo al mercato della droga della piazza bresciana, cui per gli inquirenti era destinata tutta la merce importata: la cocaina dalla Spagna, l’eroina dai Balcani, attraverso una rete internazionale che faceva sponda su soggetti albanesi, kosovari e magrebini. Una realtà quella disarticolata che aveva ampie disponibilità di armi e contanti: oltre 250mila euro quelli sequestrati nel corso dell’attività investigativa coordinata dalla Dda di Brescia con ampio ricorso a intercettazioni telefoniche e ambientali.


