Brescia e Hinterland

Linka, twitta e posta al Social camp

Ieri la vivace seconda edizione di «Pane, web e salame» al Castello Malvezzi con ben 230 partecipanti che si sono confrontati su una materia in continua evoluzione

nNon sono più dei marziani, anche se arrivano con un'aria disincantata e con i loro immancabili tablet, iPad, iPod e computer in mano. Sono quasi tutti giovani e hanno gli stessi codici, linguaggi, gli stessi network, gli stessi acronimi. Si sono dati appuntamento per il secondo anno consecutivo al Castello Malvezzi, un luogo che per eccellenza rappresenta la tradizione e la storia della città, per una giornata all'insegna dell'innovazione e del «fare impresa», con progetti orientati al futuro e alle nuove tecnologie.

L'anno scorso per il primo social camp «Pane web e salame» gli iscritti erano 103, quest'anno ben 230 provenienti da tutto il Nord Italia. Insomma, uno sguardo oltre i confini della città per capire la profondità del social web che sempre più sta definendo il futuro del fare impresa con un orientamento aperto al confronto senza che ci siano più distanze siderali tra gli investitori, i competitor, gli esperti del settore e le idee.

«L'anno scorso sono stati presentati dieci progetti - afferma Davide Dattoli, 20 anni, mente e Digital strategist della Viral Farm, una delle due società che ha organizzato l'evento -, mentre quest'anno siamo riusciti a programmare venti interventi. Differenti realtà a confronto per radiografare i flussi delle idee applicate ai vari mercati: dal cambiamento in atto nel settore della ristorazione, al futuro dell'editoria per il mobile, alle strategie di comunicazione per parlare con i cittadini di politica attraverso il web e i network, al geomercato e a come gli spazi frammentati stanno ridefinendo l'esigenza della fruizione di un utente o di una community».

Tra un messaggio su Twitter, un post o commento in tempo reale sulle principali piattaforme come Facebook, i partecipanti hanno condiviso la giornata (anche in streaming sul Giornale di Brescia) con ogni strumento a disposizione generando a loro volta dei contenuti o delle riflessioni sulla dinamicità di un linguaggio che apre ogni frontiera.

«La sfida dell'editoria come modello di business e di esportazione di contenuti non deve essere un paradigma - sottolinea Claudio Somazzi, 43 anni di Milano, ex autore di programmi televisivi come il Festivalbar e ora incubatore di 27 aziende con la sua Applix - ma una risorsa e una continua sfida. Tutti mi chiedono del futuro e io rispondo che è solo cambiata la fruizione,specialmente negli ultimi cinque anni. Si può leggere un quotidiano di carta al bar sotto casa, ma anche su un tablet mentre si va in ufficio. Sono cambiati gli spazi e il web ha generato nuove opportunità quotidiane da implementare. Occorre partire dai contenuti per arrivare alle applicazioni così da realizzare nuovi modelli di linguaggio e mercato».

Non solo editoria o marketing, anche idee per come pianificare le strategie di comunicazione della politica uscendo da un linguaggio tradizionale.«I social media sono una realtà in continua espansione - racconta Laura Castelletti, consigliera comunale dell'opposizione, e fondatrice dell'associazione "Brescia per passione" - e sono qui anche come blogger. Da due anni "linko", "twitto" e "posto" per capire come si alimenta questa nuova realtà comunicativa molto importante per i cittadini. Mi colpisce la sincerità della fruizione in rete, le idee e la velocità con cui si formano delle community spontanee. Sociologicamente parlando, è molto interessante la lucidità di sintesi degli smanettoni ed esperti di web, così come la capacità di molti cittadini che sentono il bisogno di avvicinarsi per poter comunicare senza filtri».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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