Si sono calati dal tetto servendosi di un palo di ferro, come fanno solitamente i vigili del fuoco quando scatta l'emergenza. Un tubo di ferro pieno, anche piuttosto pesante, alto almeno tre metri. Poi una volta all'interno del grande negozio «Tuttociclismo» sono riusciti a portarsi via la bellezza di 62 biciclette per un valore di 72.500 euro.
Non bici qualsiasi, ma di marche come Trek e Willier, che gli amatori e i professionisti conoscono bene. «Devono aver agito in molti, forse una decina - raccontano amareggiati Claudio e Armando Magri, padre e figlio titolari dell'azienda -. Prima hanno rubato il furgone di un elettricista e se ne sono serviti per caricare poi tutte le nostre biciclette». Ma i ladri non hanno lasciato nulla al caso: «Prima hanno oscurato le telecamere di sorveglianza, anche dei capannoni vicini, e poi hanno coperto con alcuni teli i fari che illuminano il tetto».
Claudio, che da quasi 40 anni lavora nel settore, ci accompagna all'interno del magazzino per mostrarci il punto esatto della copertura di onduline da dove i malviventi sono passati. Si fa aiutare dal figlio per sollevare quel lungo palo di ferro che conserva per ricordo. Forse anche per scaramanzia, nella speranza che un colpo del genere non si ripeta. «Hanno sollevato l'onduline, hanno infilato il tubo e si sono calati. Poi hanno preso gli scatoloni e, probabilmente, agganciandoli ad una corda e ad un rampino li hanno tirati su. Una volta sul tetto hanno tolto le biciclette dalle scatole, lasciando lì i cartoni, per caricare le due ruote sul furgone che avevano lasciato all'angolo del fabbricato».
Non lesina dati tecnici il signor Claudio: «Hanno portato via bici in carbonio montate con il Durace, il gruppo che compone la bici. E si sono presi 35 Trek assortite. Hanno rubato però solo bici pronte per essere vendute. Avevamo qui ruote piuttosto costose così come diversi gruppi da corsa, ma quelli non li hanno considerati». L'azienda dei Magri non è la sola ad aver subito un furto simile. Ma non è che il mal comune significhi per forza mezzo gaudio. «C'è chi ha subito visite simili già due o tre volte. Noi costruttori di biciclette siamo molto presi di mira ultimamente. Magari tra qualche tempo rivedremo le nostre bici quando saranno messe in vendita su qualche sito internet di un Paese straniero...».
Ed è inquietante l'ipotesi azzardata sul perchè non sia scattato l'allarme: «Forse avevano qualche apparecchiatura per disattivarlo. Fatto sta che quando la mattina siamo arrivati la lucetta era accesa come quando siamo usciti». Messo fuori uso il sistema di sorveglianza, i ladri acrobati, solitamente molto veloci, hanno avuto molto tempo a disposizione per mettere a segno il colpo. Nei Magri l'amarezza è davvero molta ma non riesce a togliere a padre e figlio la voglia di andare avanti.
«Abbiamo da giorni il morale sotto i tacchi. Già quest'anno il lavoro è calato moltissimo - aggiunge il figlio, Armando -. Ma andremo avanti. Speriamo di risollevarci quando in autunno diventeremo punto vendita ufficiale della Trek per l'Italia».
Daniela Zorat
Ladri acrobati rubano bici passando dal tetto
È accaduto nei giorni scorsi a «Tuttociclismo» di Castel Mella. I titolari: «Si sono calati con un palo di ferro. Sapevano dove andare».

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