Eccolo Cristiano De Andrè, accompagnato da quattro bravi musicisti, nell'umile veste di chi cerca di tramandare le canzoni di Faber. La scaletta dello show non è per nulla scontata, "Megù Meùn", "A cimma", entrambi pescati dall'album "Le nuvole", fanno capire che l'inizio è in piacevole salita. "Ho visto Nina volare" e l'acclamata "Don Raffaè, sbloccano il clima di attento ascolto in un'atmosfera quasi confidenziale. "Cose che dimentico" è l'unica canzone scritta da Cristiano al padre, il quale ha inserito a pennello i testi, informando il figlio alle 5 del mattino.
Ecco allora la rigorosissima "Creuza de ma", "Amico fragile", "Anime salve", "Marinella". L'arrangiatore e tastierista Luciano Luisi trasforma pezzi celebri come "Quello che non ho" (in versione rock) e "Fiume Sand Creek" (in versione quasi pop-dance). Il finale è quasi commevente, con tutto il pubblico in piedi ad applaudire e chiedere due bis (concessi). In prima fila, l'accento spiccatamente genovese di due spettatori, padre e figlia, trascinano la folla sotto il palco. "Bocca di Rosa", "La canzone dell'amore perduto". Un trionfo.
Chi si fosse perso il live di Lumezzane potrà rifarsi presto. Lo show tornerà nel Bresciano già sabato 17 aprile, al Palageorge di Montichiari (in prevendita parterre numerato 33 , gradinata non numerata 23 ; la sera dello spettacolo parterre numerato 35 , gradinata non numerata 25 , info: www.cipiesse-bs.it ).