CULTURA E SPETTACOLI
-10 min. -02 max
-10°C
-02°C

Allevi, la forza magnetica dell'apparente fragilità

Stampa l'articolo
brescia_798
Giovanni Allevi in concerto a Villa Fenaroli, che era gremita (ph. Reporter Favretto)
Ore: 10:21 | giovedì, 1 luglio 2010

Non si smorza l'onda lunga del «fenomeno Allevi». C'era una gran folla, a Villa Fenaroli di Rezzato, per il concerto del pianista e compositore marchigiano la cui originale simpatia ha conquistato il pubblico di ogni età.

Ed eccolo, Giovanni Allevi, salire sul palco quasi saltellando, con quel suo modo di fare a mezza strada fra il baldanzoso e lo smarrito. «Che meraviglia!», esclama a bassa voce osservando il pubblico; «Ah sì, devo suonare», dice poi a se stesso, accarezzando il pianoforte grancoda Bösendorfer. E poi, più seriamente, rivolto agli spettatori: «Questa sera eseguirò tre brani di autori classici».

Infatti la novità del concerto, rispetto alle ultime apparizioni bresciane, consisteva proprio nell'inclusione di tre nobilissime composizioni dei secoli passati: una riscrittura dello stesso Allevi della Suite n. 1 per violoncello solo di Bach, la «Morte d'Isotta» di Wagner nella trascrizione di Liszt e il Notturno op. 27 n. 2 di Chopin. Benché il contesto all'aperto non fosse proprio l'ideale per cogliere tutte le sfumature di questi brani, Allevi li ha affrontati con sicurezza e personalità, avvicinandoli al proprio sentire nel caso di Bach e accentuando il lato passionale, ma senza cadute di gusto, in Wagner-Liszt. Nel complesso, un esperimento riuscito.

«E adesso c'è Allevi», ha poi detto il solista dopo l'ultimo brano di Chopin, non senza autoironia. E presentando i suoi brani li ha definiti «musica classica contemporanea: stesse forme della tradizione, ma con ritmi e melodie d'oggi».

Giornale di Brescia su