giovedì 17 maggio 2012
 
passione bici
di Paolo Venturini

Il secondo tema classificato

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UNO SPORT SPECIALE: IL CICLISMO!

di Alice Favalli 5 C

Secondo classificato

 

Un sabato mattina di novembre, invece di fare inglese, io e i miei compagni siamo scesi in cortile con Fabrizio Bontempi per provare a fare un percorso con le biciclette da corsa.

Prima avevo paura a salire sulla bicicletta, paura di perdere l’equilibrio, perché non avevo mai provato ad andarci sopra, ma alla fine mi sono divertita tantissimo e volevo fare un altro giro. Mi sembrava di essere un missile!

La bici da corsa che ho usato è molto diversa da quella che utilizzo a casa. Ha il manubrio ricurvo con le leve dei freni sui lati, le ruote grandi con il copertone stretto; questo permette di andare velocissimi. La velocità viene regolata anche da un cambio che sposta la catena sui vari rapporti della ruota posteriore. La sella è più alta del manubrio perché così si ha una posizione che fa meno attrito con l’aria. Visto che mio papà è appassionato di ciclismo, mi ha spiegato che le bici da corsa di un tempo erano pesanti perché erano costruite con il ferro, mentre quelle di adesso sono più leggere perché vengono costruite con alluminio o con fibre di carbonio.

Quando il mio papà era un ragazzino faceva parte di una squadra di ciclismo e con i suoi compagni si allenava e partecipava alle gare: è arrivato anche primo!

Mi ha raccontato che era molto faticoso, ma quando finiva le gare era per lui una grande soddisfazione. Adesso non corre più, ma guarda sempre alla televisione il Giro d’Italia, il Tour de France e altre gare. Anche a me piace guardare queste competizioni, soprattutto le tappe di montagna perché non si sa mai chi arriva primo: qualcuno cade o buca la ruota, a volta non vince il favorito, ma vince quello che era rimasto indietro.

Io pensavo che il ciclismo fosse uno sport individuale, ma, dopo l’incontro con Matteo Bono, ho capito che ci sono dei gregari che aiutano l’atleta prescelto a vincere la gara.

A me piacerebbe diventare una ciclista non solo per vincere le gare, ma anche per percepire meglio i cambiamenti della natura e i diversi paesaggi che stando in macchina non si possono sentire. Per esempio il rumore di un ruscello, il profumo dell’aria, il clima, il paesaggio, il colore del cielo, il terreno su cui si gareggia.

Mi è piaciuto tantissimo provare la bicicletta da corsa e spero che ci sia un’altra occasione in cui ci salirò ancora sopra e farò un altro percorso. Evviva il ciclismo!

 

Pubblicato: 15 gennaio 2012
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