IO E IL CICLISMO
di Giulia Raineri classe 5° D
Prima classificata
Sabato 19 novembre era un giorno come tutti gli altri, ma al posto di Lingua abbiamo fatto un percorso con il Progetto Ciclismo di Rodengo Saiano.
Fabrizio, che è il presidente di questo progetto, è entrato alle 10.30 in aula e ci siamo uniti assieme alla 5 C. Lui ci ha spiegato il senso di questo progetto e alla fine del suo discorso siamo scesi nel cortile dove ci aspettava un percorso un poco complicato.
Ero supermozionata perché non avevo mai provato a pedalare con una bici da corsa. A differenza di quella normale, ha i pedali molto piccoli, è molto più bassa ed ha il manubrio “capovolto”. In quel momento in fila avevo paura di cadere o di farmi prendere dal panico e farmi male. Quando Matteo mi ha messo il casco in testa ed era il mio turno, il cuore mi batteva a mille nel petto.
Sono salita senza fatica ed ho messo uno alla volta i piedi sui pedali della bicicletta; Fabrizio mi ha preso per la sella piano piano mi ha dato la spinta. Ero talmente preoccupata che all’inizio non ero perfettamente in equilibrio. Quando dovevo abbassare la testa per sorpassare l’asta senza farla cadere ho chiuso gli occhi, ho abbassato cautamente il capo e mi sono lasciata andare: mi è parso di volare per un attimo. E’ stata un’esperienza fantastica e a volta vorrei riprovarci e dire che non ho più paura.
Mercoledì 25 sempre all’orario del nostro primo incontro, siamo scesi nell’aula consigliare dove ci aspettavano un giornalista, Fabrizio, il sindaco e un ciclista professionista della Lampre: Matteo Bono. Quando c’eravamo tutti, il presidente del Progetto ciclismo ci ha mostrato due video bellissimi. Dopo aver letto alcune delle domande e aver sentito delle risposte dal ciclista e dal giornalista, hanno estratto dal baule delle domande e lo scrittore di quella vinceva un premio. Purtroppo io non ho vinto nulla, ma poi Matteo Bono ci ha regalato delle foto, tra cui c’era la sua e chi ha fatto l’autografo. Ora le tengo con cura nella mia cameretta.
Questa esperienza mi è piaciuta molto, anche perché ho imparato, ad esempio, cosa è un blog o che cosa è un gregario. Ho imparato che il ciclismo è un gioco di squadra e ogni quando vince, dedica la sua vittoria a tutta la squadra che l’ha aiutato.
A me piace il ciclismo, ma non potrei andare mai a correre per i miei troppi impegni, anche se non sarebbe male. In questo progetto ho provato molte emozioni tra cui la paura e la gioia. Mi sono trovata bene con tutti, Fabrizio era simpatico e mi è parso anche Bono. Non scorderò mai le due giornate, con e senza bicicletta da corsa trascorse grazie a Progetto Ciclismo.


