Alla fine ha ammesso. Dopo aver inizialmente raccontato che «il ragazzino si è spaventato ed è caduto da solo» è arrivato il dietrofront.
«Ho perso la testa, sono stato provocato e l’ho colpito. Ma da tempo quel ragazzino bullizzava mio figlio». Versione agli atti dell’inchiesta sull’aggressione subita lo scorso 8 gennaio a Villa Carcina da un 13enne di origini gambiane. Picchiato in strada dal padre di un amico con il quale aveva avuto un litigio qualche giorno prima.




