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Valtrompia e Lumezzane

LA STORIA

Ombretta, in Africa per curare i bimbi grazie a papa Francesco


Valtrompia e Lumezzane
21 dic 2018, 07:04
La visita di papa Francesco all’ospedale di Bangui «guidata» dalla bovezzese Ombretta Pasotti - © www.giornaledibrescia.it

La visita di papa Francesco all’ospedale di Bangui «guidata» dalla bovezzese Ombretta Pasotti - © www.giornaledibrescia.it

Cosa spinge una persona a lasciare la casa, gli affetti e un lavoro sicuro per mettere la propria vita a disposizione degli altri in un paese devastato dai conflitti dove anche la propria vita è costantemente in pericolo? «Avere la prova tangibile che le cose possono cambiare in meglio, piano piano, una conquista alla volta. In un’area come il Centrafrica anche una piccola conquista è davvero qualcosa di grande».

A parlare è Ombretta Pasotti, infermiera bovezzese che una decina di anni fa ha deciso di salutare il suo paese, la sua famiglia e un lavoro alla clinica San Rocco di Ome per trasferirsi in Africa e mettere la sua professionalità al servizio della popolazione. Dapprima facendo parte di una associazione umanitaria e poi diventando coordinatrice dell’ospedale pediatrico pubblico di Bangui, l’unica struttura di questo tipo nella Repubblica Centrafricana.

 

La consegna dei farmaci al ministro della Repubblica Centrafricana - © www.giornaledibrescia.it

 

Tre anni fa c’è stata una svolta nella sua vita e nella sua carriera: l’ospedale nel quale lavora ha invitato papa Francesco a far visita alla struttura. «Poiché nessuno parlava la sua lingua ho accompagnato personalmente il santo padre a visitare l’ospedale e a conoscere i piccoli pazienti - racconta Ombretta -: ciò che ha visto lo ha talmente colpito che ha deciso di sostenerci personalmente». Da quel momento l’infermiera bovezzese è passata sotto le dipendenze dell’ospedale Bambino Gesù della Santa Sede, che ha deciso di sostenere il nosocomio pediatrico di Bangui.

Una vita tutt’altro che facile, quella di Ombretta che, specie da quando i conflitti si sono inaspriti, vive la propria vita tra il posto in cui lavora e quello in cui vive: basti pensare che la casa in cui abita è presidiata all’esterno da uomini incaricati di tutelare la sua incolumità. Una volta ha addirittura rischiato la vita nel tentativo di difendere da una folla inferocita il chirurgo dell’ospedale accusato di aver trafugato il cuore del bambino, poi morto, che aveva operato.

Di recente anche Bovezzo è sceso in campo per dare una mano alla concittadina e all’ospedale per il quale lavora. In estate sono state organizzate diverse iniziative per permettere l’acquisto di materiale biomedicale e dei termometri a raggi infrarossi per lo screening dell’ebola, che sono stati consegnati nelle mani del ministro della Sanità della Repubblica Centrafricana. «Sembra incredibile che un’idea nata chiacchierando con gli amici sia arrivata così lontano - afferma il vicesindaco di Bovezzo Nicola Fiorin -. Ombretta è una nostra ambasciatrice che ben rappresenta i valori di solidarietà, generosità e impegno civile che stanno alla base della nostra comunità».

 

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