Muratore in crisi a 50 anni si inventa rapinatore: preso

Per provare a risollevarsi ha scelto il modo peggiore, puntare un coltello verso cassieri di banca o di supermercato per farsi consegnare il denaro. E lo ha fatto per dieci volte in meno di tre settimane. Per questo pagherà davanti alla legge le conseguenze delle sue azioni. Ma la storia emersa dietro l’arresto della squadra Mobile della Polizia merita di essere raccontata e di aprire una riflessione.
Il rapinatore seriale raggiunto nelle scorse ore da una ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari infatti è un muratore bresciano di 50 anni che fino a ieri era incensurato e che, disperato per la situazione economica in cui si è trovato, si è inventato rapinatore.
La situazione
Secondo quanto è emerso durante le indagini, infatti, l’uomo da qualche anno si era messo in proprio e, come molti del settore, aveva faticato a riprendersi dopo il lungo stop dovuto all’emergenza Covid. Nei mesi scorsi aveva lavorato, ma non tutti i pagamenti sono arrivati in tempo e alcuni addirittura mai. La moglie ha un lavoro part time e la figlia frequenta l’università, la vita normale di una famiglia come tante, ma con una serie di spese a cui non sapeva più come fare fronte. A suo dire disperato, all’inizio di novembre, ha avviato la sua carriera criminale. Ha caricato una bici sul suo furgone per poi scegliere la zona in cui colpire. Concesio, Erbusco oppure la zona nord della città.
Le rapine
In sella alla bicicletta effettuava i sopralluoghi, individuava gli obiettivi e poi, qualche giorno dopo, con lo stesso mezzo si presentava nel negozio, puntava un coltello a serramanico ai dipendenti che si trovava davanti, metteva in tasca il denaro e fuggiva via. Poche centinaia di metri, giusto il tempo di arrivare al luogo discreto in cui aveva parcheggiato il suo furgone, caricarci la bici e immettersi nel traffico come un artigiano che si stava spostando per lavoro. In 20 giorni, tre il 10 e il 30 novembre, ha messo a segno dieci colpi, tra riusciti e solo tentati, per bottini variabili tra i 400 e i 1400 euro e un totale stimato dalla Mobile di 4mila euro.
Il primo episodio che gli è stato con certezza attribuito è quello del 10 novembre quando, coltello in pugno, aveva rapinato la Banca Valsabbina di Concesio, fuggendo appunto in bicicletta prima di colpire, nella stessa mattinata, anche un negozio della catena Ods in via Triumplina in città.
Nei giorni successivi ha colpito altre otto volte, ma le tracce che via via si è lasciato dietro hanno permesso alla Mobile di identificarlo, seguirlo e bloccarlo prima che entrasse in azione ancora una volta. Il 30 novembre infatti la Mobile lo ha fermato mentre, con la bici, si avvicinava ad un negozio di Erbusco, con in tasca un coltello a serramanico. Nelle scorse ore è stata eseguita l’ordinanza cautelare.
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