Morto nell'auto in fiamme a Lumezzane, il padre: «Tenetevi i figli vicino»

Piove, la temperatura è appena sopra lo zero, all’acqua, nelle zone più alte del paese, si alterna la neve. L’azienda di Valeriano Gobbi è chiusa. Come tutte quelle attorno nel ponte dell’Immacolata.
Un telo verde ripara il parcheggio in cui si è consumata la tragedia in cui, probabilmente per un malore, suo figlio Riccardo è morto carbonizzato nella sua auto rimasta bloccata, con la marcia inserita, contro il muro. Davanti al portone degli uffici, sotto il logo, ci sono i primi addobbi di Natale ma non saranno feste felici, il dolore del lutto che strazia ha sconvolto per sempre la famiglia del titolare e di tutti i suoi amici e collaboratori. La strada è deserta.
La forza delle parole
Valeriano Gobbi, accompagnato da due amici, arriva a metà mattina. Con un mesto cenno del capo ringrazia per le condoglianze, alza lo sguardo solo per fissarlo negli occhi di chi ha davanti: «Lei ha figli? Se li tenga sempre vicino». Sulla tragedia che gli ha tolto voce e sonno non vuole dire nulla «I ragazzi non dovrebbero mai essere coinvolti in tragedie come queste, non dovrebbero neppure leggerle».
Da decenni Valeriano Gobbi, oltre che apprezzato imprenditore, è lo stimato presidente della Croce Bianca di Lumezzane. In quella veste ha trattato decine di incidenti dove i volontari del sodalizio sono stati chiamati ad intervenire. Gli stessi arrivati anche ieri mattina in via Divisione Acqui. Trovarsi ad intervenire con qualcuno che si conosce è un timore che accompagna sempre un soccorritore: «Qualcuno è più sensibile agli anziani, qualcuno ai bambini. Con Riccardo non c'era nulla da fare, era tutto già successo».
Giovanna Rossetti è la comandante della Croce Bianca ed è stata anche vicepresidente. Il cordoglio. Ieri mattina era insieme al comandante che l’ha preceduta, Andrea Vivenzi e ad alcuni storici volontari nella sede dell’associazione. Riuniti attorno al tavolo della sala consiglio provavano a scrivere un pensiero, formulare qualche fare che rendesse anche pubblicamente il cordoglio profondo di tutto il mondo del soccorso. «É davvero difficile perché siamo tutti senza parole, - raccontano - stiamo rispondendo alle telefonate e ai messaggi di tanti amici di Valeriano del mondo del soccorso e imprenditori. In tutti questi anni fianco a fianco abbiamo stretto un rapporto personale profondo, con lui e con tutta la sua famiglia».
La ricerca delle parole giuste, quelle che oggettivamente mancano continua. «Vogliamo manifestare la nostra vicinanza umana, prima di tutte le parole». Incredulità e sgomento sono i sentimenti prevalenti tra le divise arancioni: «Deve essere stato senza dubbio un malore, non si spiega altrimenti». Nel pomeriggio il sodalizio ha diffuso una nota ufficiale in cui dipendenti e volontari della Croce Bianca si dicono «senza respiro, paralizzati, con la testa che non realizza e il cuore in lacrime», una lettera aperta in cui esprimono vicinanza al presidente e alla sua famiglia «commozione profonda dettata dall’affetto sincero che tutti abbiamo per Valeriano Gobbi» e ancora «porteremo sostegno e calore come lui ha fatto con noi».
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