Piove, la temperatura è appena sopra lo zero, all’acqua, nelle zone più alte del paese, si alterna la neve. L’azienda di Valeriano Gobbi è chiusa. Come tutte quelle attorno nel ponte dell’Immacolata.
Un telo verde ripara il parcheggio in cui si è consumata la tragedia in cui, probabilmente per un malore, suo figlio Riccardo è morto carbonizzato nella sua auto rimasta bloccata, con la marcia inserita, contro il muro. Davanti al portone degli uffici, sotto il logo, ci sono i primi addobbi di Natale ma non saranno feste felici, il dolore del lutto che strazia ha sconvolto per sempre la famiglia del titolare e di tutti i suoi amici e collaboratori. La strada è deserta.




