È un pezzo di verità che nessuno avrebbe voluto scoprire. Riccardo Gobbi era vivo quando la sua auto giovedì all’alba ha iniziato a bruciare. E il 29enne è rimasto intrappolato tra le fiamme dopo essere stato stordito dai fumi che ha respirato. Probabilmente si era addormentato al volante.
Lo rivela la presenza di monossido di carbonio ritrovato nei polmoni della vittima, nel corso dell’autopsia eseguita ieri nei laboratori di Medicina legale del Civile come disposto dal sostituto procuratore Alessio Bernardi che ha voluto fare piena luce sul dramma che ha colpito la famiglia Gobbi, molto conosciuta a Lumezzane.




