Morto nell'auto in fiamme a Lumezzane: dall'autopsia una tragica verità

È un pezzo di verità che nessuno avrebbe voluto scoprire. Riccardo Gobbi era vivo quando la sua auto giovedì all’alba ha iniziato a bruciare. E il 29enne è rimasto intrappolato tra le fiamme dopo essere stato stordito dai fumi che ha respirato. Probabilmente si era addormentato al volante.
Lo rivela la presenza di monossido di carbonio ritrovato nei polmoni della vittima, nel corso dell’autopsia eseguita ieri nei laboratori di Medicina legale del Civile come disposto dal sostituto procuratore Alessio Bernardi che ha voluto fare piena luce sul dramma che ha colpito la famiglia Gobbi, molto conosciuta a Lumezzane.
La dinamica
Il giovane, figlio dello storico presidente della Croce Bianca valgobbina Valeriano Gobbi, è morto carbonizzato nell’auto sotto casa dopo aver trascorso la notte con gli amici. La sua vettura con il cambio automatico e la marcia inserita - questa la ricostruzione ormai cristallizzata - è finita contro un muretto, per poi surriscaldarsi fino a prendere fuoco.
Quando un passante ha lanciato l’allarme per Riccardo Gobbi non c’era più nulla da fare. Il medico legale che ha eseguito l’autopsia depositerà nelle prossime settimane la relazione completa, così come è atteso ad inizio 2023 il parere degli esperti che dovranno effettuare una perizia sull’auto del 29enne.
Nel frattempo sempre ieri è stato disposto il nullaosta per la sepoltura e la salma restituita alla famiglia. La camera ardente è allestita alla sala del commiato Benedini a Lumezzane, mentre il funerale di Riccardo Gobbi sarà celebrato domani pomeriggio alle 15 nella chiesa di Sant’Apollonio.
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