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Valtrompia e Lumezzane

LA STORIA

In 400 quadri la passione di Gianfranco Bonomi per la luce, la forma e il colore


Valtrompia e Lumezzane
23 nov 2022, 12:17

Sorridono e in mano hanno un quadro che sembra un caleidoscopio di colori. Questi visi sono di coloro che, negli ultimi mesi, hanno ricevuto uno degli oltre 400 quadri dipinti durante gli anni della pandemia da Gianfranco Bonomi, lumezzanese oggi 84enne, progettista e inventore per le aziende di famiglia, da sempre cultore dell’arte, prima come collezionista e mecenate, poi come pittore. Quando tutti i quadri saranno distribuiti prenderà forma l’opera nell’opera: un pannello che terrà unite le foto (e i sorrisi) delle centinaia di persone che hanno ricevuto un quadro.

Gianfranco Bonomi - © www.giornaledibrescia.it

La chiamata dell'arte 

È questo l’ultimo esito della vocazione artistica di Bonomi. Una passione che, dopo aver corso sotto traccia per decenni, ha visto la luce dopo i 70 anni del lumezzanese, in tutta la sua ampiezza e solidità, trasformandolo da spettatore ad artista. È dopo anni di ricerca e lavoro, non solo nel settore delle valvole di ottone - innumerevoli i brevetti depositati e poi esportati in tutto il mondo - ma già nell’ambito artistico che Bonomi avvicina la pittura, non più da estimatore, ma da vero e proprio artista, portatore in prima persona, di un messaggio profondo, «di un altro mondo». Lo fa, all’interno degli spazi dell’azienda di Polaveno, nella forma pittorica, avvicinata, indagata e poi espressa con la stessa attitudine di profondità caratteristica del suo temperamento.

Trasforma così un’area del suo luogo di lavoro in un vero e proprio atelier dove inizia a sondare la sua vena creativa. Dà così corso ai suoi iconici quadri - per i quali nel 2015 a Milano meritò il riconoscimento dello storico dell’arte Carlo Franza, nell’ambito del Premio della cultura - espressione del continuo indagare del proprio sé, della dimensione dell’invisibile e della conseguente urgenza di traduzione in una forma. La sua produzione vede all’attivo un centinaio di opere uniche, quadri da 100x100, strutturate sui tre elementi cardine: la luce, la forma e il colore.

Ne originano opere dal forte impatto emotivo per le geometrie perfette e le campiture brillanti che alternano un cerchio cromatico di 48 colori. Un dialogo con l’universo in cui l’uomo è incastonato che, per Bonomi, non si è mai più interrotto. Nemmeno durante gli anni del covid.

Dipingere: la cura

Costretto a ripiegare dagli ampi spazi aziendali a quelli domestici, Bonomi ha reinventato il suo modo di fare arte, adattandolo alla nuova condizione. Ha ridotto la sua forma di elezione, il quadrato a dimensioni più maneggevoli (20x20), ma ha tenuto fede alla geometria, diventata sempre più geometria dell’anima, e al colore.

Ogni giorno l’appuntamento con la tela e i pennelli si fa imprescindibile, proprio come se l’arte diventasse per Bonomi, ma anche per chi gli sta intorno, una forma di cura. Non è così un caso che questi pannelli, nati in un periodo di ritiro forzato, abbiano poi trovato la via per aprirsi al mondo esterno e, sopratutto, alle persone. 

 

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