È morto il dott. Gabriele Tonini, per 15 anni sindaco del paese

Gabriele Tonini è morto all’ospedale Civile, dove era stato ricoverato venerdì per emorragia cerebrale. Aveva 85 anni. Nel ripercorrere le tappe della lunga e proficua vita del dottor Tonini, il rischio è certamente quello di omettere qualcosa: incarichi, interessi, partecipazione sempre attiva alle vicende della politica e della società. Poi, la medicina.
Medico-legale, per tutta la vita ha coniugato la sua professione con la passione per la politica sanitaria, ricoprendo ruoli di vertice in anni di grandi trasformazioni e cambiamenti. Dal superamento delle mutue con la nascita del Servizio sanitario nazionale nel 1978, stesso anno in cui è stata approvata la legge Basaglia di chiusura degli ospedali psichiatrici. Dalla «vecchia» organizzazione sanitaria regionale, alla riforma che ha cambiato nome ed indirizzo alle realtà, con la Usl 41, di cui è stato direttore sanitario, che è diventata Asl, con gli ospedali divenuti aziende ospedaliere.
Tra gli incarichi, quello di direttore dell’azienda ospedaliera «Mellino Mellini» di Chiari, periodo durante il quale ha promosso una serie di trasformazioni sotto il profilo clinico-sanitario, oltre ad ingenti ristrutturazioni edilizie che hanno trasformato sia il Mellini sia i suoi presidi. Una vita proficua, la sua, nella quale ha mantenuto forte, fortissimo, il legame con le radici. Tanto che a Collio, paese che gli ha dato i natali negli anni Trenta, è stato primo cittadino per ben quindici anni, dal 1975 al 1990.
Poi, anche se per un breve periodo nel 2009, è stato vice dell’attuale sindaco Mirella Zanini. La quale lo ricorda come figura «dal carattere carismatico e dalle grandi capacità». «Quando lui era sindaco, io ero troppo giovane. Eppure, Gabriele Tonini ha avuto un ruolo nella mia vita, quando nel 2004 mi ha proposta come sindaco, prima donna in un paese dell’alta valle. Per questo, gli sarò sempre grata». In valle, è stato anche presidente della Siv, la Società impianti Valtrompia che gestiva gli impianti della Pezzeda.
Uomo di spessore, è stato una delle figure di riferimento di un mondo democratico-cristiano che ha determinato scelte e sviluppo delle nostre comunità a partire dall’immediato dopoguerra. «Una persona che ha avuto coraggio e senso della realtà», il ricordo degli amministratori che hanno lavorato con lui. Dalla sua terra natale, dalla quale non si è mai completamente allontanato malgrado vivesse a Brescia, ha ereditato la concretezza dell’azione. I funerali saranno celebrati oggi, alle 13.45, nella chiesa di San Gaudenzio a Mompiano, in città. Poi la sepoltura al cimitero di Collio.
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