Valtrompia e Lumezzane

Arnie vandalizzate in Vaghezza, morte migliaia di api

Danneggiato l’apiario di una 33enne triumplina, titolare di un'azienda agricola
Le arnie vandalizzate - © www.giornaledibrescia.it
Le arnie vandalizzate - © www.giornaledibrescia.it

L’ape è una specie protetta e a rischio estinzione. È quindi a tutti gli effetti un disastro ambientale, seppur circoscritto, ciò che è accaduto sulle montagne della Vaghezza nei giorni scorsi. Migliaia di api sono morte in seguito al ribaltamento di una decina di arnie appartenenti a Francesca Bresciani, 33enne di Gardone Valtrompia titolare della azienda agricola «Bee Happy».

Chi ha agito ha rovesciato l’asse di supporto sulla quale erano appoggiate le arnie, mandandone all’aria dieci sulle quindici totali. «Probabilmente non hanno avuto il tempo di completare l’opera perché, uscendo, le api hanno attaccato per difendersi» spiega Francesca. In questo periodo le api sono ancora tutte all’interno della cassetta disposte in un «glomere», una sorta di palla che consente loro di resistere alle rigide temperature esterne. Nel momento in cui le arnie sono state ribaltate, il glomere si è lacerato e la loro protezione dal freddo è svanita. Facendone così morire diverse migliaia per assideramento.

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Le arnie vandalizzate

«Sono sconvolta - racconta la 33enne -. Quel che più mi fa rabbia, al di là del danno economico, è che la persona dietro a tutto ciò se l’è presa con degli animali indifesi e che non gli avevano fatto nulla, perdipiù appartenenti ad una specie protetta: avrei preferito di gran lunga rivolgesse il dispetto a me personalmente, lasciando in pace le arnie».

Secondo quanto ricostruito dalla apicoltrice, il fatto sarebbe accaduto tra il pomeriggio di martedì e quello di mercoledì «perché - spiega - una persona mi ha confermato di averle viste già ribaltate mercoledì pomeriggio». Francesca ha fatto l’amara scoperta solo giovedì, dopo aver raggiunto il punto in cui sono posizionate le arnie per un controllo. Ieri mattina si è quindi recata dai carabinieri di Tavernole per sporgere denuncia.

Uno stupore, il suo, accentuato dal fatto che, in quattro anni di presenza in quel punto della Vaghezza, nessuno prima d’ora aveva mai toccato nulla. «Erano quasi pronte per la fioritura, proprio domenica avevano iniziato a uscire per raccogliere il nettare dai noccioli, invece sono morte tutte» commenta mestamente la 33enne, che possiede diversi apiari in provincia. Quello in Vaghezza, fino ad alcuni giorni fa, era uno dei più grandi.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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