Sotterravano terra inquinata e rifiuti: sito sequestrato a Casto

Tutto è partito da Sarezzo. È da lì, dalla Valtrompia, che si è acceso il campanello d’allarme del team dell’Arpa di Brescia che si stava occupando dei controlli random di routine. E la pista, dopo settimane di indagini, ha portato dritta in Valsabbia. Casto, campo in piena valle, posizione appartata: lì, i tecnici hanno scovato una montagna velenosa, costituita da un cocktail di terra inquinata, materiale edile e fresato stradale (bitume). Il tutto compresso e sotterrato in una enorme e profonda buca.
La proprietà del sito è della «Zac», ditta che ha sede in località Famea. E nel pomeriggio di ieri - dopo un teorema di scavi e di campionamenti - gli ufficiali di Polizia giudiziaria del dipartimento di Brescia dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, diretto da Fabio Cambielli - insieme ai Carabinieri forestali del comando di Idro e d’intesa con la Procura - hanno posto sotto sequestro l’area. Il reato contestato all’azienda è per ora abbandono di rifiuti, ma non si esclude che si possa aggiungere anche quello di discarica abusiva.
Si tratta di uno spazio vasto, «sdraiato» su un ettaro e mezzo, sul quale la società conferisce materiale ormai dal 2018, da quando cioè ha ottenuto l’autorizzazione dal Comune per ricevere terre e rocce da scavo. Ma il materiale che la squadra dell’Agenzia ha rintracciato era tutto contaminato. Non solo. I professionisti dell’Arpa che si occupano nello specifico delle bonifiche e del monitoraggio della movimentazione di terre e rocce da scavo hanno eseguito più di quindici carotaggi, arrivando fino a tre metri di profondità. E in alcuni di questi punti erosi, hanno trovato cumuli di rifiuti edili e stradali seppelliti. Proprio per questo sono stati eseguiti anche tre campionamenti del terreno, che saranno sottoposti alle analisi chimiche.L’indagine ha preso avvio da Sarezzo, si diceva. I tecnici, infatti, stavano eseguendo proprio in Valtrompia un controllo di routine su una proprietà privata i cui proprietari erano alle prese con degli scavi per poter realizzare un garage interrato. I rilievi eseguiti, però, hanno evidenziato che quel terreno era contaminato: scattano dunque le operazioni di bonifica. I blocchi di terra contaminata erosi dallo spazio, però, sono stati trasportati e interrati proprio a Casto. Dove si è appunto subito direzionata la lente di ingradimento dell’Arpa.
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