Tutto è partito da Sarezzo. È da lì, dalla Valtrompia, che si è acceso il campanello d’allarme del team dell’Arpa di Brescia che si stava occupando dei controlli random di routine. E la pista, dopo settimane di indagini, ha portato dritta in Valsabbia. Casto, campo in piena valle, posizione appartata: lì, i tecnici hanno scovato una montagna velenosa, costituita da un cocktail di terra inquinata, materiale edile e fresato stradale (bitume). Il tutto compresso e sotterrato in una enorme e profonda buca.
La proprietà del sito è della «Zac», ditta che ha sede in località Famea. E nel pomeriggio di ieri - dopo un teorema di scavi e di campionamenti - gli ufficiali di Polizia giudiziaria del dipartimento di Brescia dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, diretto da Fabio Cambielli - insieme ai Carabinieri forestali del comando di Idro e d’intesa con la Procura - hanno posto sotto sequestro l’area. Il reato contestato all’azienda è per ora abbandono di rifiuti, ma non si esclude che si possa aggiungere anche quello di discarica abusiva.




