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IL PUNTO

Riapre la strada a Bione, «ora intervenga la Provincia»


Valsabbia
8 nov 2019, 11:13
Il semaforo in funzione - Foto © www.giornaledibrescia.it

Il semaforo in funzione - Foto © www.giornaledibrescia.it

Dopo nove mesi, da quando a febbraio venne chiusa a causa di un preoccupante abbassamento della sede stradale, è stata riaperta la Strada Provinciale 31, la Ca’ d’Odolo - Bione, interrotta nel tratto tra Agnosine e Bione.

Dopo le verifiche tecniche affidate a un geologo che ha dissipato i dubbi sul fatto che a provocare il danno potesse essere stata la rottura di una conduttura dell’acquedotto, bensì invece un vero e proprio movimento franoso, dopo l’installazione di semaforo e contatore, ora il transito è stato riaperto, seppure a senso unico alternato, con divieto di passaggio per i mezzi pesanti.

Nove mesi di disagi per gli abitanti della zona della Santellina e dei Sèr, con il Comune di Bione - a detta del sindaco Franco Zanotti - sempre disponibile e attento alle loro esigenze. Nonostante i bus del trasporto pubblico siano stati costretti ad affrontare il ripido percorso che dalla frazione di San Faustino porta alla Pieve. «Per fugare ogni polemica - continua Zanotti - alimentata da testate online, dico che in questi mesi non c’è stato alcun rimpallo, ma solo l’assunzione di responsabilità dal Comune di Bione affiancato da Comunità montana.

Tra perizia e semaforo si sono spesi quasi 23 mila euro. Il trasporto pubblico, che serve gli studenti, non subirà disagi. Il geologo ci ha prospettato un intervento di circa 300mila euro, chiederò un nuovo tavolo tecnico con la Provincia, che deve assumersi le proprie responsabilità».

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