Una delle tante fatture false, finite agli atti dell'inchiesta, era stata emessa nei confronti di un uomo che era morto da tempo. «Non abbiamo mai effettuato quei lavori in casa» ha detto la vedova agli inquirenti.
L’inchiesta. «Hanno palesato un’allarmante compulsività nell'emissione di fatture per operazioni inesistenti» ha scritto il gip nell'ordinanza di custodia cautelare che ha portato agli arresti domiciliari Giacomo Armanini, 36enne di Roè Volciano, ed Ermanno Piafrini, 56enne di Bagnolo Mella. Entrambi a capo di società che la Procura definisce «mere cartiere», con fatture false emesse per oltre 19 milioni di euro. I due avrebbero agito per coprire un giro illecito di rottami che avrebbe avuto in un'azienda di Montichiari il cuore, tra carico e scarico di materiale ferroso, dell'attività considerata illegale.




