Anziana truffata: preventivo da 200 e addebito da 1.200

«Signora per l’intervento sono 200 euro», le ha detto il sedicente idraulico. Ma quando le è arrivato il messaggio con l’addebito ha scoperto che dal suo conto usciti 1.200 euro. E quando la 75enne ha chiesto spiegazioni al telefono si è sentita deridere ed insultare. E alle nipoti non è restato altro da fare che andare in caserma e mettere tutto nero su bianco in una denuncia per truffa.
Il raggiro. Tutto è accaduto giovedì mattina a Nuvolera. La vittima è una donna di 75 anni che vive sola e che, all’improvviso, si è trovata con la caldaia in blocco. Non sapendo cosa fare si è rivolta ad una delle sue nipoti che ha cercato su internet il numero di telefono di una ditta che offriva servizio di pronto intervento rapido e ha concordato un appuntamento.
Quello che è accaduto dopo l’anziana lo ha ricostruito davanti al maresciallo Nicolais Napolitano in caserma a Nuvolento: «Mi hanno fatto firmare un contratto di assistenza in bianco e mi hanno detto a voce che l’intervento sarebbe costato 200 euro. Hanno preteso che pagassi con il bancomat e hanno digitato loro sul Pos». La sorpresa è arrivata poco dopo: l’addebito era stato di 1.200 euro e la donna, preoccupata ha chiamato prima in banca e poi i nipoti. Le verifiche. Per prima cosa i familiari dell’anziana hanno contattato un altro installatore che, verificata la situazione, ha spiegato che la riparazione effettuata oscilla tra i 300 e i 400 euro compresi pezzi, manodopera e tutti gli adempimenti necessari. A quel punto le nipoti hanno richiamato il numero al quale avevano preso appuntamento, risultato intestato ad una ditta di Bologna, per chiedere spiegazioni. E la risposta che hanno ricevuto ha purtroppo dato loro la conferma di essere stati vittima di una truffa: «Andate a fan... voi e la vostra famiglia».
Dalle prime verifiche dei carabinieri sarebbe emerso che alcuni dei numeri pubblicizzati in rete siano riconducibili a soggetti pregiudicati. Non solo. Da una serie di accertamenti i militari dell’Arma hanno trovato riscontri alla testimonianza dell’anziana sul contratto firmato in bianco avvalorando la sua versione.
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