Case, auto, diamanti, viaggi, ma anche orologi e quadri. Così il primario del reparto di oculistica dell’ospedale di Esine Giovanni Mazzoli avrebbe, secondo la ricostruzione della Procura, investito il denaro percepito in nero dai pazienti per far saltare loro le liste d’attesa per gli interventi agli occhi.
Il medico avrebbe anche portato all’estero parte dei guadagni illeciti, depositati su conti in Svizzera, Paese dove studia il figlio. «Fino a 50mila euro li butti sul conto corrente che fa da bancomat. È chiaro che butto su 10mila euro non 50mila per volta» racconta senza sapere di essere ascoltato. Tra le centinaia di intercettazioni telefoniche e ambientali agli atti dell’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Donato Greco, ce n’è una particolarmente emblematica.




