Valcamonica

Sciopero per i lavoratori dei musei camuni: «Salari indecenti»

Protesta per il contratto proposto dalla coop che ha vinto l’appalto della direzione regionale
I poli dell’arte rupestre sono rimasti chiusi - © www.giornaledibrescia.it
I poli dell’arte rupestre sono rimasti chiusi - © www.giornaledibrescia.it

Un contratto di lavoro «inadeguato alle mansioni e indecente dal punto di vista retributivo»: non usano mezzi termini le organizzazioni sindacali nel definire il nuovo rapporto, siglato lo scorso 7 dicembre, tra i lavoratori esterni, impiegati nell’accoglienza e vigilanza dei musei nazionali della Valcamonica a Capo di Ponte e Cividate, e la cooperativa di Avellino che si è aggiudicata l’appalto della direzione regionale Musei.

La trattativa è stata lunga e complicata, condotta a tempi scaduti: i lavoratori avrebbero dovuto prendere servizio l’1 dicembre col nuovo contratto, ma il definitivo è arrivato solo nel pomeriggio del 7, poche ore prima della presa di servizio «accettata per grande senso di responsabilità». Nell’ultima settimana i giovani che coprono diversi turni di apertura non sono andati al lavoro, determinando la chiusura di alcuni importanti poli dell’arte rupestre e romana della Valle.

Vicenda annosa

Si tratta di una vicenda che si trascina da anni, sempre caratterizzata dalla miseria dei compensi del personale, che si affianca a quello statale (si parla di 5 euro l’ora).

«La decisione di firmare è stata presa con grande difficoltà - esplicitano i sindacati -, dopo giorni di contrattazione i lavoratori si sono sentiti costretti, spinti dalla responsabilità di far aprire i siti e dalla preoccupazione di perdere il posto. Non siamo soddisfatti, è una sconfitta per i diritti dei lavoratori, stretti tra l’assenza di ogni sostegno della direzione regionale Musei e l'insistenza della ditta».

Le parti sociali non sono morbide e chiamano in causa tutte le parti, perché si assumano le pesanti responsabilità: il ministero della Cultura, «che permette appalti a certe condizioni», la direzione regionale «per i contratti suggeriti e avallati, la mancanza di comunicazione, lo scarico di responsabilità e l’accettazione di ribassi di oltre il 33%» e la cooperativa «per le modalità della contrattazione e la mancanza di rispetto verso i lavoratori».

Lavoratori e sindacati non si arrendono e chiedono un tavolo con tutte le istituzioni e il ministero sulla gestione degli appalti per l’accoglienza e vigilanza dei siti museali.

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