Nel cortile ci sono i giochi dei bambini. Un cavalluccio giallo e una macchina rossa scrostata, accanto allo zerbino della porta di casa. Gli appartamenti del primo piano si affacciano su un ballatoio, senza divisorie tra un’abitazione e l’altra. L’ultimo alloggio, verso l’esterno, era quello di Carol Maltesi.
Fuori dalla porta, dove nessuno ancora ha messo i sigilli, ci sono una fioriera convertita a posacenere, con decine di mozziconi diversi, e uno stendino vuoto. Segni di immutata presenza e assenza. Dall’altro lato del terrazzo le due porte d’ingresso della casa di Davide Fontana, dove lo scenario non è molto dissimile: oggetti usati e abbandonati a metà.


