Lei è olandese e lui danese. Mentre i due figlioletti sono italiani, nati sul lago di Garda e a Esine. Vivono a Ponte di Legno, in una baita della località Taiadiss, alimentata da pannelli solari e acqua di sorgente che nasce a un chilometro di distanza, una struttura che potrebbe divenire la prima casa a idrogeno dell’Unione europea.
Chi sono
La famiglia Andersen - mamma Maayke, papà Robbie e i figli Logan e Sky, di cinque e tre anni - qualche anno fa ha deciso di abbandonare i grossi centri abitati per vivere a impatto zero, in piena sintonia con la natura e immersi nello scenario dei boschi dell’alta Valcamonica. Uno stile di vita che li porta a compiere azioni che ai più sembrano rivoluzionarie, come pulire le strade dai rifiuti: ogni giorno, mentre percorrono la Statale 42 dalla baita alla scuola dei bambini, raccolgono l’immondizia abbandonata e la appendono ai manici delle bici. E sono proprio i bimbi, seppur piccoli, a chiedere alla madre di pulire la carreggiata, consapevoli di quanto possa essere pericolosa la plastica se inghiottita dagli animali selvatici. È questo un modo concreto per «dare il buon esempio, per mettere in pratica il rispetto per la natura, trasformandolo in azioni affinché non resti soltanto una dichiarazione».



