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AMBIENTE

La bufera d’ottobre mette a rischio l'estate nei rifugi


Valcamonica
11 giu 2019, 07:00
Dopo il maltempo di ottobre - © www.giornaledibrescia.it

Dopo il maltempo di ottobre - © www.giornaledibrescia.it

A poco meno di otto mesi dalla tromba d’aria che ha colpito la Valcamonica sono ancora diversi i punti critici della viabilità camuna, sia principale, come la provinciale 345 delle Tre Valli, sia secondaria, come la strada per Fabrezza, sia agrosilvopastorale, come le strade per Tambione a Sellero o per la Valmalga a Sonico, il Pian d’Astrio a Breno e altre.

I gestori dei rifugi, alla vigilia dell’estate, iniziano a essere davvero preoccupati. In agitazione ci sono, a esempio, i conduttori del rifugio di Fabrezza, Antonella Castellani e la sua famiglia, nel cuore della Valsaviore: la piccola struttura alla partenza dei sentieri per i laghi di Salarno e il Prudenzini ha già dovuto rinunciare alla prima parte della stagione e oggi, che le prenotazioni iniziano ad arrivare, si vedono costretti a mettere in standby gli escursionisti. 

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