Ci sono volute una ventina di rotazioni dell’elicottero di Elimast per portare sul Pian di Neve, giovedì, tutto il materiale utile ad allestire il campo base. Compresa la speciale sonda, arrivata dalla Svizzera, che scenderà per oltre 270 metri nelle viscere del ghiacciaio.
La prima notte a oltre tremila metri, per i ricercatori del progetto «Adamello 270 – il futuro nel passato», è trascorsa senza problemi. Ieri sono iniziate invece le operazioni per approntare tutta la strumentazione che permetterà, nei prossimi quindici giorni, di estrarre la «carota di ghiaccio» in grado di svelare la storia del ghiacciaio dell’Adamello.



