C’è un corpo che reclama la verità. E anche giustizia, se violato da un delitto. Invoca che si dissolvano i dubbi, i misteri, le ipotesi, le illazioni e i sospetti sulla sua vicenda. La scienza medica, la magistratura, le forze dell’ordine sono al lavoro per chiarire la trama e l’ordito di una storia che ha tutti gli ingredienti di un romanzo noir. Solo che la morte, il dolore, l’angoscia sono reali. E quel corpo che chiede rispetto ha la dignità, il viso e il nome di Laura Ziliani. Poche le certezze, oltre l’identità del cadavere scoperto domenica 8 agosto sull’argine dell’Oglio a Temù. La 55enne ex vigilessa del paese non è morta in un incidente e neppure è annegata nel torrente Fumeclo o nell’Oglio. Il corpo non presenta fratture, segni, lesioni interne e nei polmoni non c’è acqua.
Giallo di Temù, la morte di Laura fra dubbi, misteri e sospetti
Le domande sospese: malore, suicidio oppure omicidio? Come è arrivato il cadavere in riva all’Oglio?

Laura Ziliani, la ex vigilessa di Temù scomparsa a inizio maggio - Foto © www.giornaledibrescia.it
I dubbi. Stop ai punti fermi. Almeno per ora. Quel corpo, infatti, potrà dire ancora molto grazie all’esame degli organi interni, ben conservati. Sapremo nei prossimi giorni. Se il cuore ha ceduto all’improvviso per un infarto. Se Laura è stata soffocata. Se è morta per avvelenamento: ma, in questo caso, per mano propria o di altri? Suicidio oppure omicidio? Potrebbe essere che non si arrivi mai, attraverso l’esame necroscopico, alla certezza assoluta. In ogni caso, oltre tutte le ipotesi, resta fissa la domanda: come è arrivata Laura in quella tomba improvvisata, sulla sabbia dell’Oglio, a due passi dalla pista ciclabile? Qualcuno ce l’ha portata? Chi e quando, in questo caso? Perché indossava solo gli slip e la canottiera?
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