Lo abbiamo raggiunto mentre stava sistemando le ultime cose nella borsa. Nelle ultime ore nella sua casa di Gorzone di Darfo, prima di partire per la Moldavia, al confine con l’Ucraina. Fabrizio Minini lavora per la Croce rossa internazionale e si è messo a disposizione per una nuova missione, nonostante queste sarebbero dovute essere le sue vacanze, dopo mesi nel Donbass: ha chiamato Ginevra e si è detto pronto a partire subito.
Quanto sta accadendo alle porte dell’Europa lo coinvolge. Anche perché con gli ucraini ha rapporti profondi, che affondano le radici negli anni Novanta, quand’era volontario nell’orfanotrofio di Gorodnya. Ieri mattina alle 9 era in aeroporto a Ginevra, per partire. Lui si occupa di logistica e con altri 4-5 cooperanti della Cri ha il compito di costituire un hub logistico avanzato, per aiutare «le file di rifugiati» che stanno attraversando il confine moldavo verso l’Europa. Uno dei luoghi, come hanno riferito alcuni contatti locali, meno supportati. Dove manca tutto. «Qui non abbiamo nulla e arrivano migliaia di persone», ha riferito loro un sacerdote del posto.



