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LA VERTENZA

Canoni elettrici, la Valle Camonica «sconfigge» Edison


Valcamonica
28 giu 2020, 06:50
L’impianto. La centrale idroelettrica Benedetto di Cividate Camuno

L’impianto. La centrale idroelettrica Benedetto di Cividate Camuno

Le battaglie per vedersi riconosciuti i diritti non sono mai semplici. Soprattutto quando ci sono di mezzo tanti soldi e quando a combatterle sono un topolino e una montagna. A volte, però, i topolini hanno la meglio. Non capita spesso, ma capita. Ed è così che il Bim di Valcamonica si è portato a casa quasi 3 milioni di euro di sovracanoni della centrale Benedetto di Cividate, più 350mila euro all’anno dal 2020 in poi, più 50mila di interessi legali, oltre alle spese processuali.

A soccombere è la società Edison, gestore della Benedetto, che nel 2013 aveva intentato contro il Bim una causa perché non accettava che l’ente pretendesse di vedersi pagati i sovracanoni per l’intera potenza della centrale, circa 24mila kilowatt, e non solo per 10,2 come discendeva da un accordo sottoscritto diversi anni fa.

Ricorsi. La materia è ostica: le centrali idroelettriche devono versare ai Bim i sovracanoni se poste sopra i 500 metri di quota, al di sotto non devono nulla. La Benedetto, che si trova a Cividate sotto i 500 metri, viene però alimentata da territori in quota, quindi ha sempre versato, in base a un accordo tra le parti, solamente una parte dei sovracanoni. La finanziaria 2012 ha cancellato la quota altimetrica, obbligando tutte le centrali a versare i sovracanoni indipendentemente dell’altitudine cui sono poste. Se la centrale Paraviso di Pisogne ha da subito versato al Bim quanto dovuto, la Benedetto si è sempre rifiutata, facendo valere l’accordo di natura privata sottoscritto anni fa. Il Bim, a inizio 2013, ha mandato un’ingiunzione di pagamento a Edison, che si è dapprima appellata al Tribunale delle acque pubbliche di Milano, perdendo, quindi al Tribunale superiore delle acque pubbliche di Roma, con analogo esito. A questo punto ha adito anche la Cassazione e, alcune settimane fa, ecco l’ennesima sconfitta nell’ultimo grado di giudizio.

Scornata, la società in questi giorni ha versato nella casse del Bim i fondi per il pagamento dei sovracanoni sino al 12 ottobre 2020, per quasi tre milioni, e d’ora in poi ne scucirà circa 350mila euro in più rispetto a quanto già versava annualmente per i sovracannoni dell’intera potenza della centrale. Caparbietà. «È stata la nostra caparbietà a consentirci di portare a casa questo risultato - spiega Ivonne Genziani, funzionaria del Bim che con preparazione e perseveranza ha condotto la battaglia senza scoraggiarsi -, abbiamo ricercato tutte le convenzioni in Federbim, anche se in molti ci consigliavano di lasciar perdere, e alla fine abbiamo avuto ragione. Si tratta di soldi privati che ci spettano da anni e che saranno investiti sul territorio camuno». Analoga soddisfazione per il presidente Sandro Bonomelli, che appena nominato ha già un plafond in più per realizzare i progetti.

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