Valcamonica

Al Tonale neve da record, ma piste e après-ski chiusi

Il comprensorio in vetta alla classifica del sito Dovesciare.it con sei metri di accumulo nevoso, seguito dall’Abetone con 3 metri
Al Tonale neve da record ma piste e apres-ski chiusi per le norme anti-Covid - Foto © www.giornaledibrescia.it
Al Tonale neve da record ma piste e apres-ski chiusi per le norme anti-Covid - Foto © www.giornaledibrescia.it

Montagne di neve quasi ovunque, sia sulle piste (purtroppo vuote), sia nei centri abitati delle località turistiche. In questa stagione invernale caratterizzata dalle chiusure per l’emergenza sanitaria, il manto bianco ha superato diversi record. E, secondo il sito Dovesciare.it, il comprensorio dove è caduta più manna bianca è Pontedilegno-Tonale, con ben sei metri.

Le stazioni italiane che seguono, nella classifica delle «località sciistiche più nevose», hanno la metà dei centimetri: l’Abetone tre metri, Malga Ciapela sulla Marmolada e Arabba, ai piedi del Passo Pordoi sulle Dolomiti, cinque centimetri in meno. Due metri e mezzo si registrano in Val Comelico, a San Candido,  a Dobbiaco, sul monte Elmo a Sesto Pusteria e in Alta Pusteria, sulle Tre Cime delle Dolomiti, a Cortina e a Madesimo.

L’elenco è stilato in base al bollettino neve e le stazioni sci sono state ordinate in base ai centimetri a monte misurati sulle piste (non sono stati considerati i minimi a valle, ma solo quelli massimi rilevati dalla stazione). Ponte-Tonale primeggia anche - sempre secondo i dati di Dovesciare.it - tra le località nevose estere, dove al primo posto troviamo Nassfeld Pramollo in Carinzia (Austria) con tre metri e mezzo, Hintertux in Tirolo (Austria) con tre metri e 35, e Stubai, sempre in Austria, con 275 centimetri.

In alta Valcamonica, dove ha nevicato anche il giorno dell’Epifania con circa venti centimetri di neve fresca, la prima precipitazione in quota è stata già a fine settembre, rinforzata a metà ottobre quando i fiocchi hanno imbiancato il Presena, con oltre trenta centimetri, e il Tonale, spolverando pure Ponte di Legno.

Per gli operatori è stata una manna, utile per creare il fondo sulle piste e garantire sciabilità per tutta la stagione, in vista di un’apertura che si sarebbe voluto fissare tra fine ottobre e inizio novembre sul ghiacciaio. La neve si è poi assentata per alcune settimane, non così il freddo intenso, che ha consentito di sparare dai cannoni da Temù al Presena. Lo scorso dicembre è stato il mese più nevoso del decennio: nessuno si ricorda un’imbiancata così poderosa già nei primi giorni e la neve è caduta diverse volte, anche a Natale, come non si vedeva da tanto. Un paesaggio fiabesco che ha incantato gli occhi ma incupito il cuore, perché gli impianti sono tuttora chiusi.

 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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