«Scegliere Legge non vuol dire dover fare l’avvocato, e non tutti lo sanno». È con questa affermazione che due giovani bresciane hanno iniziato ad interrogarsi su quale sia il futuro di un dottore in giurisprudenza, e soprattutto su quanto spesso si creda che dopo cinque anni di studi le possibilità di lavoro di un neolaureato in legge siano solo tre: avvocato, notaio o magistrato.
Loro sono Lucrezia Pulcini e Roberta Rossi, entrambe 27enni laureate nel 2019 all’Università degli Studi di Brescia. Ex compagne di studi, amiche e ora unite per una buona causa: «Gli sbocchi lavorativi conosciuti sono i classici - dice Roberta -, difficilmente si è informati su professioni “differenti” da quelle canoniche. Per questo abbiamo deciso di fornire a tutti i laureati, neolaureati o laureandi in legge quello che a noi è mancato e di cui sentivamo il bisogno… Orientamento». Ma non in modo classico. Perchè proprio per arrivare ai loro coetanei, le due giovani bresciane hanno deciso di trasmettere tutte queste informazioni sui social, in particolare su Instagram, dove ad oggi sono quasi 34mila le persone che hanno deciso di seguirle.
L’idea
Uno non ci pensa oppure non lo sa, ma gli sbocchi dopo la laurea, in questo caso in giurisprudenza, sono «infiniti», fanno coro le ragazze. Così nel 2020, subito dopo il primo lockdown, Lucrezia e Roberta si incontrano e cominciano a confrontarsi sul loro futuro. Da una parte c’è una ragazza sovrastata dalla quantità di concorsi che avrebbero ricominciato ad indire, dall’altra una che si chiedeva dove l'amica avesse reperito tutte queste informazioni. È così che nasce «Scopus.ius»: un progetto ad intento solidaristico, per aiutare le persone che si trovano disorientate al termine del percorso universitario di diritto.

Il progetto nasce con l'idea di raccontare le professioni accessibili con una laurea in giurisprudenza. Da qui col tempo si evolve: nascono nuove rubriche. A #Orientastic, il cui nome rimanda a quello che è poi il suo fine, ovvero quello di «orientare in uscita», segue #Fallinginlaw che fornisce analisi di figure professionali, raccontandone le mansioni. E non mancano altre rubriche, che mirano ad «orientare» non solo verso il lavoro ma a tutte le opzioni che un neolaureato può prendere in considerazione, quali dottorati, master o Erasmus.
Tutto parte dai social
«Noi forniamo alle persone informazioni, che a nostra volta reperiamo da un lavoro di ricerca». L’idea è quella di un luogo (virtuale) che sia un punto di riferimento per ogni argomento. Le persone possono trovare informazioni o aggiornamenti sul sito web e sui social: «Possono anche contattarci, via mail o su Instagram, e noi consigliamo loro cosa potrebbero fare per approfondire un argomento o se ci sono novità rispetto a un tema». Le ragazze confermano anche la serietà del lavoro: «Il servizio che offriamo è certo, tutte ciò che scriviamo viene preso da fonti autorevoli come la Gazzetta Ufficiale. E se qualcuno vuole approfondire altre informazioni, sul nostro sito dove possono trovare tutti gli articoli con i link alle pagine istituzionali».
«Scopus.ius» è un po’ il Google Maps dei neolaureati, ti indica la strada, poi sta a te percorrerla. Lucrezia e Roberta non si occupano di formazione e di certo non si ritengono «esperte» dell’orientamento, ma la loro capacità di ricerca e selezione, unita ad una buona dose di organizzazione e programmazione, offrono un servizio che sta avendo esiti positivi: «In due anni abbiamo ottenuto un grande riscontro - dice Lucrezia. - Siamo andate a coprire una fascia online, soprattutto su Instagram, che non esisteva. Perché le informazioni sul post-laurea sono poche, caotiche e difficilmente reperibili. Così Scopus.ius offre una panoramica delle possibilità, tutte a portata di mano».
I risultati positivi si vedono soprattutto nelle quasi 34mila persone, che hanno deciso di seguirle. «I nostri follower sono sparsi in tutta Italia, il 7% solo a Roma. Ogni giorno ci contattano decine di persone. Molti bresciani, tanti sono nostri coetanei e anche ex compagni di corso».
I giovani
Il loro orizzonte non si ferma però al loro caso: visto il riscontro positivo con giurispurenza, da poco hanno avviato lo stesso servizio anche per economia, si chiama «Scopus.eco». «In un futuro speriamo di poterci allargare anche ad altre facoltà, perché questa “problematica” è piuttosto comune, indipendentemente dal corso di laurea», sottolineneano le ragazze.
I 27 anni di Lucrezia e Roberta si fanno sentire anche nella scelta dei contenuti. Il pubblico a cui parlano è molto giovane, pur avendo anche una piccola parte di seguito più maturo. Da qui la scelta di condividere contenuti più leggeri e spensierati. Così tra la scoperta di una professione e il racconto di un master, troviamo vignette umoristiche, riflessioni e #Oroscopus del giorno, per strappare un sorriso e far tirare un sospiro di sollievo a tutti questi giovani neolaureati.




