Nuovi ricorsi contro tassazioni universitarie fuorilegge perché troppo alte. L'Unione degli universitari ha dato mandato ai propri legali di procedere nel presentare nuovi ricorsi negli atenei di Modena e Reggio Emilia e Pavia, ateneo già condannato lo scorso novembre dal Tar della Lombardia a risarcire gli studenti per una cifra di circa 2 milioni di euro.
Per legge il contributo richiesto agli studenti deve rimanere al di sotto del 20 per cento del finanziamento statale rivolto all'ateneo (rapporto Fondo di finanziamento ordinario/tasse pagate dagli studenti).
«In questi tre anni - sottolinea l'Udu in una nota - ci siamo trovati davanti a una progressiva riduzione dell'Ffo (fondo di finanziamento ordinario), il fondo con cui lo Stato finanzia le università italiane, con un corrispettivo aumento delle tasse universitarie teso a coprire il deficit causato dai tagli, che ha portato a oltrepassare il tetto vincolante del 20%, facendo diventare 33 atenei pubblici su 61 "fuorilegge"».
Nel citare l'appello, circolato nei giorni scorsi, «Vogliamo liberare l'università» in cui «si attacca il diritto allo studio agitando l'idea di deregolamentare le rette universitarie», l'Udu ricorda che l'Italia «è oggi uno dei Paesi sviluppati con le tasse universitarie più alte, con una media che supera i 1100 euro», che «Germania, Spagna e Francia hanno una tassazione decisamente inferiore a quella media italiana» e che «molti Paesi non chiedono neanche il pagamento di tasse universitarie agli studenti, perché completamente gratuite.
Tra questi la Danimarca, la Norvegia, la Svezia, la Finlandia e persino l'Austria nel 2008 ha abolito una tassazione universitaria che era di poco inferiore ai 750 a studente».
«Se poi guardiamo alla spesa per il diritto allo studio, la situazione è completamente opposta. Nel 2013 nel nostro Paese avremo una spesa statale di appena 13 milioni di euro, mentre Francia e Germania - fa notare nel comunicato l'Udu - si attestano a circa 2 miliardi di euro e la Spagna si attesta di poco sotto agli 800 milioni».
Alla luce di tutto ciò l'Unione degli universitari avanza al ministro Francesco Profumo una richiesta ben precisa: aprire un tavolo per ridefinire i criteri di tassazione.


