Università

Numero chiuso a Medicina, il rettore: «Formare troppi medici crea un danno alla società»

A «Messi a fuoco» le riflessioni del prof. Francesco Castelli su numero programmato e carenza di camici bianchi
Marco Tedoldi

Marco Tedoldi

Giornalista

Il rettore Castelli di UniBs
Il rettore Castelli di UniBs

«Formare troppi medici crea un danno alla società». Non ha dubbi il rettore dell’Università Statale, Francesco Castelli, ospite ieri sera alla trasmissione di Teletutto «Messi a fuoco». Il numero uno dell’ateneo, rispondendo alle domande di Andrea Cittadini, è intervenuto sulla proposta di rendere libero l’accesso al semestre iniziale del corso di laurea in Medicina. Il modello di ispirazione, per il quale è già arrivato il primo sì di un comitato ristretto in Commissione cultura al Senato, è quello francese: in sostanza verrebbe abolito il test di ammissione, ma ci sarebbe comunque una graduatoria stilata sulla base di alcuni esami da definire.

«Nessuno ha quindi parlato di eliminare il numero programmato - osserva il magnifico -. D’altronde non sarebbe corretto aprire il corso di laurea in modo indiscriminato»: in primis perché «dobbiamo formare medici di qualità», in secondo luogo perché «i medici in eccesso potrebbero emigrare, portando con sè quella dote di circa 200mila euro che la società investe per ognuno di loro».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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