Strada facendo

Ricordando Franco Bettini, medico fotografo innamorato delle Torbiere

Sono numerose le iniziative artistiche e culturali, grazie anche al figlio Alex, mantengono vivo il suo ricordo
Adriano Baffelli

Adriano Baffelli

Commentatore

Le Torbiere del Sebino
Le Torbiere del Sebino

Mentre effettuo una breve corsa ad andatura lenta, immerso nella natura e nel silenzio delle Torbiere del Sebino, naturale s’affaccia il ricordo di una figura che con i suoi scatti fotografici seppe con grande maestria cogliere lo spirito di questo magico spazio, nato dalla fusione tra natura e lavoro dell'uomo. Molti avranno intuito che mi riferisco a Franco Bettini, apprezzato medico condotto a Provaglio d’Iseo e appassionato fotografo, scomparso ormai 34 anni o sono, ma presente indelebilmente nella collettiva memoria della comunità locale.

Sono ancora in tanti a ricordare il professionista e l’uomo Bettini con immutata stima. «Le testimonianze di affetto postumo nei confronti di papà – confida il figlio Alessandro, Alex per gli amici, impegnato da tempo a valorizzare l'attività del padre – ci commuovono. D’altro canto, la sua figura e la sua vasta attività fotografica sono continuamente ricordate dalle numerose iniziative dedicategli anno dopo anno: pubblicazioni e recensioni su libri e riviste, eventi, mostre e proiezioni».

Il medico fotografo nacque a Gazoldo degli Ippoliti, nel Mantovano, nel 1927. Trasferitosi a Brescia nel 1939, si laureò in Medicina e Chirurgia nel 1952. Nel 1953 si trasferisce a Corticelle Pieve, nella Bassa bresciana, dove inizia ad esercitare la professione di medico. Risalgono a questo periodo i suoi primi esperimenti fotografici e, contemporaneamente, entra a far parte, fra i primissimi soci, del neonato Cinefotoclub di Brescia.

Nel 1955 sposa Mirella Toni, dal matrimonio nascono Christian, Donatella e Alessandro. Nel 1963 si stabilisce con la famiglia a Provaglio d’Iseo, dove consolida la passione più profonda per la fotografia, coltivata poi per tutta la vita con amore, conseguendo negli anni numerosi e qualificati riconoscimenti in Italia e all’estero. Negli ultimi anni accusa, a tratti, problemi di salute, che si risolvono positivamente grazie allo spirito e alla grande forza di volontà che lo contraddistinguono, ma la tragica e improvvisa perdita della figlia Donatella e della nipotina Silvia in un incidente stradale avvenuto il 4 marzo 1991 ne segnano definitivamente la resistenza fisica e lo spirito. Si spegne a casa sua soltanto un mese e mezzo dopo: è la mattina del 17 aprile.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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