Strada facendo

Le radici della Malegno-Borno

Nel 1964 iniziava la mitica epopea della corsa, capace di richiamare oltre 100mila spettatori
54esima edizione per il Trofeo Vallecamonica
54esima edizione per il Trofeo Vallecamonica
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Domenica 11 maggio il pilota fiorentino Simone Faggioli si è aggiudicato per la quinta volta consecutiva la vittoria del Trofeo Vallecamonica, giunto alla 54° edizione, affermandosi come primo vincitore del Campionato Italiano Supersalita di cui la Malegno-Borno era il primo appuntamento.

In questa fase di celebrazione dell'80° anniversario del nostro GdB e di riproposizioni di pagine del passato, percorrendo il suggestivo tracciato della salita camuna, immerso nel bello dell'ambiente circostante e delle viste panoramiche che consente, mi riprometto di ritrovare le origini della gara.

Dopo alcuni giorni, la ricerca ha avuto successo: «È in allestimento la Malegno-Borno per il campionato automobilistico bresciano», titolava nell'estate del 1964 una pagina del Giornale di Brescia. Nell’articolo si leggeva: «Manca un mese esatto alla disputa del 1° Trofeo Vallecamonica, corsa di velocità in salita che si svolgerà il 23 agosto sul tratto da Malegno a Borno e che riporterà dopo diversi anni l'automobilismo sportivo nella valle dell’Oglio. La Malegno-Borno, come tout court viene chiamata la corsa, è il frutto di un’iniziativa sviluppatasi su due fronti: da una parte l'Automobil Club di Brescia tramite la commissione Sportiva presieduta dall’ingegner Cavellini, dall'altra il comitato di Borno che ha riunito numerosi appassionati di corse in salita. La manifestazione camuna avrà un valore e non soltanto fine a sé, in quanto è stata inserita dall’A.C. Brescia nelle prove valevoli per l'assegnazione dei titoli provinciali: la Malegno-Borno, infatti, va a completare il trittico delle corse in salita, già inaugurato dalla scalata al colle di S. Eusebio e che verrà concluso dalla Coppa Cantoni da Sarezzo a Lumezzane».

Il testo riferiva del sopralluogo effettuato dal commendator Renzo Castagneto, uno dei fondatori della Mille Miglia, dal quale aveva riportato ottime impressioni, al tracciato che si snodava per una lunghezza complessiva di 9 Km «perfettamente asfaltati – scriveva il collega – lungo la strada provinciale n.5; è di tipo misto, alternando tratti quasi pianeggianti ad altri di considerevole pendenza che nell'insieme concorrono a formare una media del sei per cento. Il tracciato salendo dai 320 metri di Malegno agli 845 di Borno attraversa una delle più suggestive e caratteristiche zone della Vallecamonica: le numerose balze ed i pendii che sorgono ai lati della strada forniranno inoltre agli spettatori posti naturali di osservazione, al sicuro da ogni eventuale pericolo».

Dal lato tecnico, evidenziava l’articolo, la manifestazione avrebbe offerto spunti interessanti, legati alla partecipazione di vetture di nuova concezione, quali le Junior-Baby di 500 cmc di cilindrata (che nel bresciano esordirono nel corso della scalata al S. Eusebio) e le «Formula tre», nonché «alla sicura presenza dei migliori piloti bresciani, protesi alla conquista del titolo di campioni della provincia, piloti che tuttavia avranno da fronteggiare l’offensiva che porteranno loro senza dubbio i colleghi appartenenti agli Automobil Club di Milano, Torino, Bologna, Verona, Genova, Firenze, Modena, Mantova, Bergamo». La mitica epopea di una corsa che avrebbe registrato per lunghi anni oltre centomila spettatori era iniziata.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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