Strada facendo

Oberto Ameraldi, un protagonista culturale del Novecento camuno

Nato a Esine nel 1908 e scomparso nel 1990, ha lasciato una profonda impronta
Oberto Ameraldi nacque a Esine © www.giornaledibrescia.it
Oberto Ameraldi nacque a Esine © www.giornaledibrescia.it
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Sono a Esine, collocato in un'area particolarmente gradevole della Valcamonica, punteggiata da morbide colline. Tra le tante figure che hanno animato il paese, arricchito dalla Chiesa di Santa Maria Assunta con gli affreschi di Giovanni Pietro da Cemmo, la memoria evidenzia quella di Oberto Ameraldi, persona che ebbe un ruolo riconosciuto nel contesto culturale, non solo locale, in particolare negli ambiti storico e scolastico, lasciando tracce sostanziose nella memoria della comunità.

Studioso, scrittore e narratore

Ameraldi fu studioso, scrittore e narratore della memoria storica e sociale, con un'attenzione particolare all'educazione, alla fede e alle tradizioni culturali. Il ricordo personale corre all'intenso tomo dal titolo «Oberto Ameraldi. Una vita di fede per la scuola», autore Vittorio Volpi, pubblicato dalla Fondazione Civiltà Bresciana. Un'opera considerata la testimonianza più precisa e approfondita dell'esistenza del protagonista, nato a Esine nel 1908 e scomparso nel 1990.

I ricordi corrono alle molte occasioni nelle quali lungo i decenni ricorreva il nome e l'intensa attività culturale del Nostro. Contestualmente rivivono le molte conversazioni del vostro cronista con la signora Margherita, che nel 1949 si unì in matrimonio a Oberto. Le pagine di Volpi restituiscono la figura di Ameraldi, evidenziando come lo stesso non fu solo un autore, ma una personalità il cui percorso è strettamente intrecciato con l'impegno educativo e valoriale della comunità nelle quali si trovò ad agire.

Ameraldi Margherita, moglie di Oberto Ameraldi, con Mario Pedini e Vittorio Volpi, autore del libro © www.giornaledibrescia.it
Ameraldi Margherita, moglie di Oberto Ameraldi, con Mario Pedini e Vittorio Volpi, autore del libro © www.giornaledibrescia.it

Ameraldi era profondamente radicato nella storia locale. La sua opera non si limita a un singolo libro: ha curato pubblicazioni e saggi su temi diversi, tra cui anche studi biografici e storici. Tra questi spicca Memorie di Spagna e Tunisia, un volume pubblicato nel 1982 che raccoglie appunti e riflessioni di viaggio o di memoria su luoghi e culture lontane, suggerendo l'ampiezza dei suoi interessi intellettuali.

Usi e costumi locali

Un altro testo legato al suo nome è una pubblicazione del 1972, Giambattista Guadagnini, giansenista bresciano, stampata da «El Carobe», periodico della parrocchia di Esine. Un libro che evidenzia come Ameraldi si sia occupato anche di figure storiche e artistiche relative al territorio lombardo, creando un ponte tra documentazione locale, storia religiosa e arte.

Varie fonti indicano come Oberto Ameraldi fosse anche uno studioso di usi e costumi locali, capace di raccontare con sensibilità storie e personaggi che altrimenti rischierebbero di finire nell'oblio. Questa dimensione antropologica e di raccolta della memoria rende la sua figura rilevante e meritoria di attenzione per chi si interessa alla storia regionale o alle microstorie culturali.

Come ricorda Vittorio Volpi, la sua produzione, seppur non vastissima o nota al grande pubblico, rivela un uomo dedicato alla ricerca culturale «dal basso», ovvero a quella storia che nasce dalle comunità, dalle tradizioni, dalle esperienze di vita e dall'educazione. A differenza di storici accademici operanti nel mainstream, Ameraldi si colloca in quella schiera di intellettuali locali che fanno della memoria storica e dell'impegno educativo una missione.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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