Attraverso Piazza Vittoria, a Brescia, e mi par di scorgere, catapultato nelle brume oniriche d'inizio Novecento, Filippo Tommaso Marinetti, l'eclettico fondatore nel 1909 del Futurismo, conversare con Giovanni Canestrini, Renzo Castagneto, Aymo Maggi e Franco Mazzotti, i quattro ideatori della Mille Miglia, prossimo al suggestivo anniversario del secolo di vita nel 2027.
Una suggestione ispirata dall'iniziativa del Touring Club Italiano «La Mille Miglia e il futurismo», con il sottotitolo «Intrecci di letture e parole», previsto per il pomeriggio di sabato 16 maggio con inizio allo sbocco della stazione Vittoria della Metropolitana, da dove prenderà le mosse una passeggiata guidata con letture espressive. Seguirà un percorso innovativo e sperimentale nella storia delle Mille Miglia, attraverso luoghi e personaggi che hanno dato vita allo straordinario evento sportivo, che intrecciò la storia della mitica corsa dal respiro mondiale con l'arte del Futurismo.
Prospettive
Due prospettive, una legata alla storia della manifestazione, l'altra più emozionale, si fonderanno per i partecipanti, accompagnati da una guida turistica e da una cantastorie specializzata in medicina narrativa. Parole, letture, descrizioni, contribuiranno a regalare sensazioni, suoni, legati a quel periodo fervido di entusiasmanti novità, contribuendo a rendere vivi personaggi di primo piano del movimento futurista e della Corsa più bella del mondo, come fu battezzata da Renzo Castagneto.
Un'esperienza che, grazie alla regia del Touring Club Italiano, delle sue volontarie e dei suoi volontari bresciani, si prefigge di unire cultura, arte e racconti di un tempo passato, nella sempre suggestiva scenografia della nostra bellissima Brescia. Il particolare appuntamento, al di là del suo intrinseco valore, merita d'essere richiamato per la sua capacità di mettere in risalto l'enorme patrimonio culturale della Mille Miglia, senza dubbio emblema principale di Brescia nel mondo, nonché di collegarla al movimento e al fenomeno del Futurismo.
Come già emergere in una altrettanto interessante iniziativa promossa cinque anni fa dal Macof - Centro della Fotografia di Brescia, con mostre a tema che proponevano occasioni di lettura del rapporto tra mito della velocità, nato dai futuristi, e Mille Miglia, nella quale s'incarnò con efficacia. È risaputo che i fondatori della corsa condividevano lo spirito audace e, appunto «futurista» nel concepire una gara estenuante su strade sterrate. Una corsa che seppe imporsi, anche, quale opera d'arte, singola e al contemporaneo collettiva, divenendo, anche probabilmente al di là delle intenzioni dei promotori, dinamico palcoscenico dell'estetica del movimento.
Di certo, un'iniziativa come questa aiuta a ricordarci quale immenso patrimonio culturale, storico e sportivo rappresenti per Brescia la sua straordinaria, immortale corsa.




