L'attualità del beato Giuseppe Tovini e del cattolicesimo sociale

Da tempo non attraversavo il nucleo centrale di Cividate Camuno. In piazzale Giacomini, accanto al Museo archeologico nazionale della Valle Camonica, qui trasferito da oltre quattro anni, di fronte alla Chiesa parrocchiale, osservo la piccola chiesetta dedicata ai Beati Giuseppe e Mosè Tovini, pensando all'attualità di una storia che ad oltre un secolo di distanza manifesta con forza e vivacità un profondo messaggio.
Mi riferisco all'eredità spirituale e civile di uno dei protagonisti più significativi del cattolicesimo sociale italiano: il beato Giuseppe Tovini. Educatore, avvocato, banchiere etico ante litteram, Tovini incarnò un modello di impegno laicale capace di coniugare fede e modernità. In un'epoca di profondi cambiamenti, si pensi al clima di quell'Italia postunitaria, mentre il processo di industrializzazione avanzava a passo spedito e non mancavano i conflitti tra Stato e Chiesa, Tovini seppe proporre un'idea di comunità che non rinnegava il progresso, ma ne chiedeva un orientamento umano e cristiano.
Le intuizioni
Per lui, la società non poteva essere lasciata alla sola logica del mercato o della politica: al centro dovevano esserci la persona, la famiglia, il lavoro. Possiamo dire che la sua attualità sta proprio in questo aspetto. Di fronte a un presente scosso da polarizzazioni, crisi economiche e nuove povertà, Tovini offre una chiave di lettura sorprendentemente moderna: costruire il futuro significa investire nella formazione dei giovani, nel credito responsabile, nella solidarietà tra territori. Le sue intuizioni sulle banche popolari, sulle casse rurali, sulle scuole cattoliche e sulla stampa libera presentano una coerenza che oggi, nell'era digitale e dell'economia globale, appare quasi profetica.

Osservandola mi persuado che la chiesetta di Cividate Camuno rappresenti non solo un luogo di culto ma anche un'occasione per meditare sul fatto che, anche nelle aree periferiche e montane, può nascere un pensiero capace di influenzare ben oltre gli angusti limiti territoriali. La presenza del Beato Mosè Tovini, nipote di Giuseppe e anch'egli figura di alto profilo spirituale, rafforza il collegamento tra generazioni diverse. Sono al cospetto di un luogo di memoria percepito al contempo come uno stimolo a guardare avanti: un invito a riscoprire la dimensione comunitaria, la responsabilità sociale, la cura delle giovani generazioni.
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