VOCI NEL TEMPO

Regia: Franco Piavoli
Con: Freda Dowie, Angela Walsh, Dean Williams e non professionisti.
Genere: poetico
Distribuzione: General Video/Cecchi Gori

Poeta visuale… È un regista, ma prima ancora un autore unico il bresciano Franco Piavoli, nativo di Pozzolengo, che ha un modo tutto suo di fare cinema di poesia, di esprimere i suoi empiti lirici attraverso le immagini, uno che non cerca fama e onori, ma che vuole, e ci riesce spesso mirabilmente, mostrare ciò che avverte dentro. Piavoli che in questo suo terzo lungometraggio del 1996, ora tornato disponibile in dvd, si distacca dalla visione lucreziana della natura che era alla base de “Il pianeta azzurro” del 1982 e da quella omericamente classicheggiante espressa con “Nostos - Il ritorno” del 1988 (pure reperibile di nuovo in dvd di General video) per una sorta di viaggio tra “Opere e giorni” alla Esiodo in cui il tema della natura è accomunato a quello dell’uomo che in essa e di essa vive. È quello del a lui vicino il borgo di Castellaro, nel Mantovano (e non in provincia di Modena, come erroneamente segnalato sul retro di copertina) e della sua gente osservato nel volgere di un anno e delle stagioni, dall’affacciarsi della primavera al biancore del paesaggio innevato, in contemporanea con il trascorrere delle età dell’uomo: nascita, infanzia, adolescenza, maturità e vecchiaia per accomunarsi nella suggestiva e augurale sequenza finale di un tramonto in cui un anziano signore e un bambino, mano nella mano, camminano su una distesa di ghiaccio verso un orizzonte carico di mistero e fascino. Castellaro con la sua torre e la pianura che lo circonda, il fiume Mincio che vi scorre lento e di tanto in tanto compare come leit motive, la sua gente: tutti eletti a protagonisti di una sommessa elegia dalla pacata lentezza e dalla dichiarata essenza antinarrativa e simbolica che mostra i paesaggi nella luce diversa della giornata e delle stagioni. La primavera è il vagito di un bimbo, la campana della chiesa, il trascorrere dei giochi di bambini, anche quelli che non si fanno più, l’infantile e innocente cattiveria che porta a scegliere un amico ed escludere l’altro, le sorprese e turbamenti dell'adolescenza, le prime delusioni, i balli con il loro fragore e la gioventù scatenata, salsa e merengue sul prato fuori mura, minigonne che attirano gli occhi, gli amori, la gioia, ma anche l’affiorare negli adulti della nostalgia per la giovinezza che si allontana, la luna che silenziosa si specchia nel fiume. Poi arriva l’estate con il fragore del canto delle cicale, la routine dei lavori nei campi, la fatica e la soddisfazione del raccolto, un contadino che guarda le stoppie riarse, la festa per un matrimonio, le foto sul sagrato delle chiesa, il pranzo, gli auguri, gli applausi, i canti, la fisarmonica, l’affiorare negli adulti della nostalgia per la giovinezza che si allontana, la malinconia che scende di sera, chi vive solitario e invecchiato con la televisione come unica compagnia e la voce che arriva dalla stanza con la finestra aperta che si mescola al canto dei grilli.

La sera scende e la luna è sempre lì, silenziosa e tonda, a specchiarsi nel fiume. È autunno, la festa è finita e si torna al lavoro e a scuola, i ragazzi che continuano a giocare, la natura che si appresta a riposare e varia i colori, le foglie si staccano dagli alberi per dare il via ad una danza leggera e insieme triste che ricorda la caducità di cose e soprattutto persone. Infine l’inverno con fiume scorre sempre lentamente, la natura che assopita in attesa di ricominciare il suo ciclo, i bambini che corrono e gridano. Sono queste alcune delle tante immagini colte da Piavoli assieme alle voci del tempo: quelle indistinti delle persone, i normali rumori della vita nel paese, i motori che rombano, le canzoni, la musica magari di un pianoforte i rumori impalpabili e misteriosi della natura e quelli degli animali e degli insetti… Un docu-poetry di un artista sensibile e d’animo poetico che è insieme un viaggio in ciò che sta andando perduto e un invito a fermarsi per riflettere, per cogliere la magia e l’incanto di ciò che abitudine, fretta del quotidiano e ansia di affermazione impediscono di notare. A corredo del dvd, la riflessione “Le stagioni della vita” di Valentina Pattavina.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
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