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Tamburello: Dotti, Camanini e Gatti dalla Franciacorta alla A con l’Arcene

Vincenzo Cito
I tre sedicenni hanno dominato la serie A2 con la squadra bergamasca e sono pronti per l’estate
La festa promozione dell'Arcene
La festa promozione dell'Arcene
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Ha compiuto 130 anni il campionato italiano di tamburello, ma questo sport è ringiovanito con la formula indoor, che attira sempre più ragazzi, affolla le palestre e soprattutto ha esteso la pratica a tutto il Paese. Uscita dai confini, pur affascinanti, delle piazze, dove tuttora è vissuta con entusiasmo, ora la disciplina è conosciuta ovunque, è entrata nelle grandi città e ha conquistato anche le isole più lontane, come quella di Pantelleria.

Indoor

Una volta la versione al coperto era considerata solo una forma di allenamento per l’attività classica. Oggi ha raggiunto una propria autonomia e ha abbassato l’età media dei giocatori, attirati da una formula che ha sveltito i tempi e reso più spettacolare il gioco. In campo si va appena in tre con larga possibilità di cambi, si disputa un solo set, la battuta sbagliata non viene ripetuta e le dimensioni ridotte del campo impongono velocità di esecuzione.

E al clou di una stagione che non ha conosciuto pause per tutto l’inverno, nel prossimo fine settimana si disputeranno a Roma i campionati del mondo, con l’Italia in pole position, perché sia in campo maschile sia in quello femminile potrà schierare atleti di assoluto valore internazionale.

Fitto il calendario di incontri, distribuiti in tre palazzetti dello sport della capitale, con 15 nazioni provenienti da quattro continenti, a conferma di un movimento in costante crescita. L’ideale chiusura di una stagione – mentre si avvicina quella all’aperto – quest’anno più intensa che mai conclusasi in questi giorni con l’assegnazione degli ultimi titoli.

I bresciani

E grazie a tre ragazzi della Franciacorta, anche Brescia ha assaporato la gioia di un traguardo prestigioso. È passato un quarto di secolo dallo scudetto (l’unico nella nostra provincia) conquistato da Borgosatollo. Da anni non abbiamo una squadra in serie A. Ora è come se ci fossimo tornati, perché l’hanno conquistata sul campo, sia pure con la maglia dell’Arcene (in provincia di Bergamo), i tre sedicenni Nicolò Dotti, Michele Camanini, e Angelo Gatti, al termine di un esaltante campionato indoor culminato con le nette vittorie ottenute nella finale di Ancona della scorsa settimana contro Mondolfo (13-1), Frecce Azzurre Palermo (13-1) e Bacchereto di Prato (13-5).

Oltre alla promozione è arrivato così anche il titolo di campioni d’Italia della serie A2 festeggiato assieme al quarto componente del team, il bergamasco Luca Gatti, 17 anni. Quando gli si chiede come si trovi in mezzo a tanti bresciani, risponde con un sorriso. «Benissimo, e poi ci conosciamo da sempre». Un gruppo coeso, allenato da Fabio Olivari, anche lui componente della società del Nigoline, dove i tre ragazzi sono cresciuti e hanno disputato l’ultimo campionato di D all’aperto. Hanno scoperto questo sport da bambini e per loro resta ancora un gioco, per quanto interpretato con serietà e costanza.

«Ci alleniamo due volte alla settimana – precisa Michele Camanini –, un impegno che non toglie tempo agli studi». L’indoor è servito anche a crescere sul piano tecnico. «Le giocate sono immediate – racconta Angelo Gatti – e richiedono capacità di reazione». L’esperienza è stata stimolante anche per le tante trasferte extra-provincia. «Si è allargata la rete di conoscenze e ci siamo fatti nuovi amici», afferma Nicolò Dotti, che la prossima stagione all’aperto la giocherà a Torre de’ Roveri (Bergamo), sempre in D.

Partnership

L’intesa con l’Arcene, cui i tre ragazzi sono andati in prestito per l’attività al coperto, si è rivelata felice perché ha assicurato grande visibilità nazionale alle giovani promesse del Nigoline. Il club bergamasco, presieduto da Corrado Gatti, rappresenta una delle più belle realtà del tamburello italiano ed è il solo club che sia riuscito a contrastare in questi anni l’egemonia delle squadre mantovane. Nel 2022 il titolo tricolore sfuggì soltanto all’ultima giornata, quando fu fatale la sconfitta sul campo del Cremolino.

Però arrivò la conquista della coppa Italia, nelle stagioni successive la società è sempre rimasta competitiva e l’anno prossimo disputerà anche il torneo cadetto con la seconda squadra, che ha dominato l’ultimo torneo di C. Segno di vitalità, in una provincia che può contare su altri due team nel massimo campionato (Castelli Calepio e Dossena), mentre Brescia non ne ha una neppure in B. Spetta alle promesse di oggi costruire il domani e chissà che un giorno, dopo aver conquistato la A indoor, i tre ragazzi di Franciacorta non la disputino anche all’aperto.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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