StorieBasket

Steven Morla Valdeza e l’amore per il basket in carrozzina

Vincenzo Cito
Agganciato al PalaLeonessa dal presidente Savardi, ha scoperto una passione splendida e travolgente
Steven col papà Julio - © www.giornaledibrescia.it
Steven col papà Julio - © www.giornaledibrescia.it
AA

Fino a quel giorno del 2023 per Steven Morla Valdez il basket è soprattutto quello che va a vedere con zio Gigi, tifosissimo della Germani. Alla fine di una partita, nel parcheggio del PalaLeonessa, l’oggi quattordicenne viene avvicinato da Luca Savardi Danesi, presidente di Icaro, in sedia a rotelle come lui, che gli propone quello su carrozzina. «Ne conoscevo a malapena l’esistenza - confida oggi - e per pura curiosità andai a provarlo».

La folgorazione è immediata come succede agli adolescenti incuriositi da un nuovo gioco. Presto diventa una inestinguibile passione. «Abitiamo a Desenzano - spiega nonna Lisa - e allora mi è toccato portarlo due volte alla settimana in città per gli allenamenti. Lo vedevo sempre più entusiasta». Il ragazzo assimila subito movimenti complessi, come quello di coordinarsi per il tiro col solo aiuto delle braccia, e apprende una delle prime lezioni dello sport, quella di ascoltare chi ne sa di più.

«Mi sono sentito subito accolto nonostante le differenze di età e questo ha aiutato il mio inserimento del gruppo». Troppo giovane per giocare, Steven attende i 14 anni - età minima per debuttare in prima squadra - con la frenesia di chi non vuole perdersi il primo importante appuntamento della vita. Eccolo il gran giorno, quello della prima partita del campionato di serie B, in casa contro il Sassari.

«Dopo tanta attesa - sorride oggi nonna Lisa - tremava come una foglia. Mentre viaggiavamo verso il palazzetto era tormentato da pensieri negativi». Manca per infortunio Francesco Cancelli, capitano storico del team cittadino. Il coach Erminio Magri, allora, inserisce in quintetto il ragazzino e dalle gradinate sale qualche brusio perché nessuno sa chi sia. Steven si guarda attorno smarrito, cerca in tribuna gli occhi di papà Julio che per anni ha giocato in D col Manerbio, fa fatica a entrare nel gioco e il primo quarto (10-12) lo vive da spettatore.

Roberto Baroni e Steven
Roberto Baroni e Steven

Poi comincia il secondo e strappa i primi applausi con due canestri di fila. Icaro va all’intervallo lungo in vantaggio (29-26) e la piacevole sensazione che stia avvenendo qualcosa di bellissimo. Perché al rientro in campo Morla Valdez prende sempre più fiducia, mette dentro un altro tiro, i compagni lo cercano ed è un bell’assist di Belloli a consentirgli di chiudere il terzo periodo col canestro del 45-43.

La sfida si fa accesa, ogni palla pesa come un macigno Quella scagliata da Steven, però, finisce nella retina. Icaro vince al fotofinish (63-60) con ben 10 punti del debuttante. Adesso il suo nome lo conoscono tutti e mentre la palestra inneggia a Steven Morla Valdez, scende una lacrima sul volto di zio Gigi, che più di tutti sognava una giornata come questa.

Promessa

Una paralisi in forma lieve contratta alla nascita ha impedito ben presto a Steven l’uso completo delle gambe. Fino ai 9 anni riusciva a malapena a sollevarsi sulla punta dei piedi. Però non si è mai arreso. Fin da piccolo ha praticato sport. Ha provato col judo. Presto ha avuto come inseparabili compagne di gioco le sorelline gemelle Janet e Zulajka.

Steven Morla Valdez
Steven Morla Valdez

Alla scuola media Catullo ha trasmesso il proprio amore per l’agonismo agli altri studenti. Oggi continua a tifare per la Germani, ma ai nomi di Burnell e Della Valle ha aggiunto anche quello di Filippo Carossino, stella del basket in carrozzina, sport di cui non si perde una partita su Internet, suo nuovo idolo. E nel suo futuro non vede altro. Il suo impegno è stato premiato con la carrozzina da gara assegnatagli dalla Federazione dopo un bando. Prima, ne utilizzava una in prestito.

Steven è sceso in campo anche nelle due successive gare di campionato. Chiaro, ha ampi margini di miglioramento. «Tende spesso a cercare la soluzione individuale - sottolinea il presidente Luca Savardi Danesi -, ma per un ragazzo della sua età è normale».

L’esempio, comunque, Steven ce l’ha in casa ed è quello di Roberto Baroni, 55 anni, una dei simboli di questo sport a Brescia, insostituibile anima del gruppo. Una immagine emblematica lo ritrae assieme al ragazzo dopo la partita: presente e futuro intrecciati in un interminabile abbraccio.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@Sport

Calcio, basket, pallavolo, rugby, pallanuoto e tanto altro... Storie di sport, di sfide, di tifo. Biancoblù e non solo.