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Pollini, il combattente pieno di fantasia dalla Germani a Imola con furore

Lo scorso anno a Brescia e il primo canestro-magia, oggi si fa le ossa in serie B Nazionale
Pollini con l'attuale maglia della Virtus Imola
Pollini con l'attuale maglia della Virtus Imola
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La ragazzina coi capelli rossi di cui Charlie Brown è da sempre innamorato è esistita davvero, si chiamava Donna Wold, a lungo Charles Schultz la corteggiò da giovane senza essere corrisposto. Le diceva di voler fare il disegnatore, lei preferì le solide certezze di un vigile del fuoco che sposò nel 1950 proprio l’anno in cui il celebre autore dei Peanuts pubblicò la sua prima striscia.

La Brescia del basket a sua volta da tempo va matta per un ragazzino dai capelli rossi, si chiama Lorenzo Pollini, 19 anni, originario di Padenghe, ed è considerato un vero prospetto della pallacanestro italiana. All’inizio lo notavi per la sua inconfondibile chioma. Oggi, per tutti, quella chioma è diventata un simbolo di combattività, come quella del leone. Lorenzo inventa, è un play di grande fantasia, si costruisce triple pazzesche e ha una passione sconfinata.

Dopo una lunga trafila nelle giovanili cittadine ha bazzicato anche la serie A e il racconto in tv del proprio primo canestro, segnato il 15 dicembre 2024 contro Napoli. «Pollini cercato, reverse di Pollini e fallo di Biar! Canestrone del numero 35 e il pubblico della Germani trova un motivo in più per festeggiare!».

Perché Lorenzo era già da tempo un beniamino dei tifosi, se non altro per i numeri esibiti in riscaldamento, anche se il suo vero impatto si è avvertito nella Next Gen Cup, la competizione tra le selezioni giovanili maschili Under 19 dei club militanti in A e che attira fatalmente le attenzioni degli addetti ai lavori. L’elenco delle sue giocate è diventato un video della Lega cliccatissimo sul web: lo si vede segnare da tre, farsi largo tra gli avversari, attaccare il tabellone e dispensare assist. E non mancano un paio di stoppate.

Troppo talento perché passasse inosservato. A fine stagione Pollini è stato tra i giocatori più richiesti. «La Germani è la mia famiglia, vi sono entrato a 13 anni – spiega –, dopo un’esperienza nella Nbb, squadra del mio paese di origine. Negli anni ho creato solidi rapporti di fiducia con gli allenatori, in particolare con Pietro Rossi e Gianpaolo Alberti, oggi vice di Cotelli. Ho sempre cercato di vivere ogni anno con l’obiettivo di migliorarmi, si impara anche a bordo campo, a pulire il parquet vedendo come si muovono i campioni. Quando ho firmato il mio primo contratto da professionista ho toccato il cielo con un dito, ma in estate ho capito che avrei dovuto cambiare per crescere ancora. In una Germani come quella di oggi, orientata verso i più grandi traguardi, avrei fatto molto fatica a trovare spazio».

Pollini ai tempi in cui era Under nella Germani
Pollini ai tempi in cui era Under nella Germani

Da qui la scelta di scendere di categoria, per aumentare esperienza e minutaggi e nella Virtus Imola, in serie B Nazionale, Lorenzo Pollini ha subito sfondato, meritandosi fin dal mese di ottobre il riconoscimento di giovane più promettente del campionato. Nello scorso gennaio è stato convocato tra i 32 migliori Under 22 del torneo. Per molti, avrebbe potuto tranquillamente scegliere un club di A2, ma Pollini intende percorrere il proprio cammino passo dopo passo.

Crescita

La Virtus Imola, che di recente ha cambiato allenatore con l’arrivo di Massimiliano Baldiraghi, sta affrontando un campionato non facile. Ma era quello che serviva a «Pollo» – come lo chiamano affettuosamente gli amici – per farsi le ossa. «Nei momenti più delicati – osserva – lo spogliatoio è stato sempre compatto, siamo amici anche fuori dal campo e questo ha aiutato il mio inserimento».

Lorenzo ha anche vissuto l’esperienza del sentitissimo derby con l’Andrea Costa Imola, durante il quale ha subito 4 falli, ha messo una bomba e ha segnato due liberi su quattro, pur in una partita dominata dagli avversari. La rivincita è in programma all’ultima giornata, in programma il 26 aprile. Dopo si aprirà un nuovo capitolo, con la prospettiva e la speranza di rientrare presto nel massimo campionato, ma da protagonista.

Pollini ai tempi in cui era Under nella Germani
Pollini ai tempi in cui era Under nella Germani

Il suo sogno nascosto? Tornare in quel PalaLeonessa che lo ha visto crescere. «Ho ricordi incancellabili – ammette –, appena entri lì dentro non senti più nulla, tanta è l’emozione. Quando segnai quel primo canestro della mia carriera in serie A ero emozionatissimo, tutti mi abbracciavano e a me tremavano le mani». A tutti è rimasto legato, a un giocatore in particolare: «Il grande Amedeo Della Valle. Con lui si era creato un bel rapporto ed è sempre stato prodigo di consigli. E visto che siamo entrambi esterni, un giorno mi piacerebbe essere come lui».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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