È più facile che segni un portiere di calcio che un libero nella pallavolo, condannato dal suo destino e dal colore della maglia a essere un bersaglio fisso degli avversari. Eppure la cosa è riuscita ad Andrea Franzoni, 36 anni, in una delle partite tra l’altro più importanti del Gruppo Consoli, la gara quattro di semifinale play off contro Siena nella stagione 2020-2021. Si era sull’1-1 e nel finale punto a punto del terzo set il regista Tiberti si inventò una magia delle sue fintando l’alzata dopo che proprio Franzoni aveva difeso una palla che così finì a terra nella metà campo avversaria. Quel 21-19 si rivelò poi decisivo, perché Brescia non si fermò più, si aggiudicò frazione (25-19) e partita (3-1). A molti quel numero del grande regista sembrò anche un doveroso tributo al compagno di squadra, che fino ad allora aveva preso tante di quelle palle che meritava di metterne giù una anche lui.

«Il nostro è un compito infelice – sorride Andrea –. Ci notano solo in caso di errore, eppure tante giocate riescono proprio grazie alla capacità del ricevitore di offrire all’alzatore palle pulite». Ne ha recuperate a migliaia Andrea, in una carriera cominciata giovanissimo nella sua Montichiari e sempre caratterizzata dall’ambizione.



